Brutkey

BB
@bbacc@mastodon.bida.im

@lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @muffa@puntarella.party
condivido in parte. se si toglie tutto il senso di un'attività e riduciamo tutto all'ora di lavoro salariato, che sia montare un armadio, cambiare le password agli impiegati o insegnare storia a dei diciassettenni, allora è chiaro che lavorare diventa deprimente.
Io ho fatto vari lavori nella mia vita e lavorare coi ragazzi non lo equiparo neanche minimamente agli altri lavori che ho fatto. l'energia , la bellezza, la responsabilità e la passione che ci mettevo niente hanno a che vedere con quando ho fatto la cameriera al ristorante, e questa è una predisposizione personale.
Il singolo lavoratore è schiacciato dal capitalismo e spesso non ha scelta; ma rinunciare a ogni idea di passione e responsabilità personale ci rende, a tutti gli effetti, solo macchine.
1/2

muffa
@muffa@puntarella.party

@bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org sono contento che tu mi abbia risposto perchè nella vis polemica ci sono dei pensieri che ho dovuto tagliare con l'accetta e altri volutamente trascurare per non scrivere un papello lungo 1km (e già così...) e mi dai l'occasione per ritornarci.

io non volevo assolutamente dire che tutti i lavori si equivalgono (e fare l'insegnante e lavorare con delle giovani menti non è affatto uguale a fare il cameriere) o che tutto si riduce all'ora di lavoro.
la mia voleva essere una riflessione sulla mancanza di motivazione nel proprio lavoro e se questa potesse essere giustificata dallo stato in cui versa un settore e dalle condizioni in cui si lavora o se invece dovesse essere biasimabile il lavoratore stesso.

1/


muffa
@muffa@puntarella.party

@bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org la mia era anche una polemica contro la concezione del lavoro come missione (una concezione che imperversa in Italia, meno in altri paesi), soprattutto per quelle professioni "delicate" come l'insegnante o o il medico, e tale per cui chi fa queste professioni deve avere ogni giorno della sua vita la stessa passione ("ci vuole passione!!!"), di quando ha iniziato, e se questo non succede, "eh allora non puoi più fare quella professione".

ora in tutti mestieri, ci sono persone che sanno fare bene il proprio lavoro, altre meno bene, altre che sono dei cani. queste ultime lo sono per tutta una serie di motivi, alcuni imputabili a loro, altri no.

2/

MDADS
@Marco_DA_DiSera@mastodon.bida.im

@muffa@puntarella.party @bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org rega' tutti i discorsi che scagionano il mondo del lavoro sono sindrome di stoccolma sotto coperta.

Scagionano tutti il proprio lavoro finché lo fanno, o se stessi nel farlo, magari a scapito degli altri.
Poi quando ne esci ti rientra la vita in corpo giorno dopo giorni manco ti avesse toccato gesù cristo in persona come a lazzaro!

E poi magari da che insegnavi ti metti a organizzare circoli di studio, da che eri cuoco inizi a frequentare le mense sociali, da che eri grafico salariato inizi a fare artivism ecc.
La verità brutale è che non ti piace fare l'insegnante, il cuoco, il grafico, ti piace innalzare i tuoi simili (magari in quel modo specifico più che in altri eh), che è benedetta natura umana.

muffa
@muffa@puntarella.party

@bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org la mia domanda è: "posso biasimare un insegnante che dopo anni in cui la scuola è stata definanziata, considerata un costo invece che un investimento, messi i lavoratori del settore in competizione l'uno con l'altro, costantemente e progressivamwente dequalificati, non abbia più la motivazione del primo giorno e si aggiri per le aule facendo quello che lui considera il minimo sindacale per portare a casa uno stipendio?
posso biasimare un medico che dopo anni di tagli ai posti letto e alle strutture ospedaliere, si trova con un bacino di malati che è 10 volte quello con cui ha iniziato, costringendolo a turni di lavoro massacranti e un costante rischio di burnout e ora mi guarda con occhi vitrei mentre mi dice la diagnosi sognando di trasferirsi in un ospedale privato?"

3/

Elena ``of Valhalla''
@valhalla@social.gl-como.it

@muffa@puntarella.party @lorcon@mastodon.bida.im @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @bbacc@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu

un commento al volo avendo
credo letto tutto il thread, ma non son sicura, because giornata impegnativa

ci sono due questioni indipendenti:

* queste persone sono parte di un problema strutturale che porta un drastico peggioramento della qualità degli ambienti lavorativi sotto svariati punti di vista? SI
* è colpa loro? NO, neanche un po'

muffa
@muffa@puntarella.party

@bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org la mia risposta è: "col cazzo che li biasimo". è brutto dirlo, è brutta la loro mancanza di motivazione, tutto quello che volete ma per me è pienamente giustificata.

4/4

BB
@bbacc@mastodon.bida.im

@muffa@puntarella.party

capisco perfettamente il tuo discorso.
Se assumo anche io una prospettiva molto ampia lo condivido in pieno.
posso biasimare l'insegnante ...?
dal punto di vista teorico e generale: no, non puoi
dal punto di vista quotidiano, particolare, si che puoi.
puoi se sei uno studente, puoi se sei un collega, in generale, puoi.
dalla prospettiva di chi sta "sotto" la scelta dell'insegnante di fare il minimo sindacale, il resto passa in secondo piano. quindi l'insegnante, seppure possiamo capirlo e solidarizzare, genera frustrazione e sofferenza per diverse persone e anche questa è una parte della questione.

Chiaramente il problema non è lui/lei, sta a monte, nella gestione del sistema scolastico. tra l'altro, anche quando lavorare a scuola era davvero un privilegio, c'erano...

1/2

@lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org

BB
@bbacc@mastodon.bida.im

@muffa@puntarella.party @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org

un sacco di stronz* incapaci. ma forse si potrebbe fare lo stesso discorso.

la concezione del lavoro come missione è una fregatura, un modo per dare il contentino a chi non ha scelta.
ma, nel quotidiano, il valore che si dà al proprio tempo fa la differenza e non è soltanto un contentino.

la passione non può essere un propulsore per 24h/24h 365 giorni all'anno, ma se di base c'è, cambia sicuramente la qualità delle giornate e come si vive con sé stess*.

nel mio piccolo la differenza che ho notato fra il fare un lavoro qualunque, solo perché dovevo lavorare, al fare un lavoro che mi appassiona è stata sconvolgente.
purtroppo era a progetto ed è finito; ma se potessi farlo per 20 anni, ci sarebbero periodi duri ma dubito che arriverei a viverlo come l'altro lavoro.poi non so

2/2

BB
@bbacc@mastodon.bida.im

@muffa@puntarella.party @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org

un sacco di stronz* incapaci. ma forse si potrebbe fare lo stesso discorso.

la concezione del lavoro come missione è una fregatura, un modo per dare il contentino a chi non ha scelta.
ma, nel quotidiano, il valore che si dà al proprio tempo fa la differenza e non è soltanto un contentino.

la passione non può essere un propulsore per 24h/24h 365 giorni all'anno, ma se di base c'è, cambia sicuramente la qualità delle giornate e come si vive con sé stess*.

nel mio piccolo la differenza che ho notato fra il fare un lavoro qualunque, solo perché dovevo lavorare, al fare un lavoro che mi appassiona è stata sconvolgente.
purtroppo era a progetto ed è finito; ma se potessi farlo per 20 anni, ci sarebbero periodi duri ma dubito che arriverei a viverlo come l'altro lavoro.poi non so

2/2

BB
@bbacc@mastodon.bida.im

@muffa@puntarella.party @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org

per concludere riesco a comprendere e a condividere il tuo discorso in pieno ma, se cambio prospettiva, cambio anche il tipo di ragionamento.
penso siano giustificati sia la solidarietà nei confronti dell'incompetente che il biasimo, a seconda della prospettiva.

ma la soluzione, se esiste, sta sicuramente nel migliorare il sistema e non nel prendersela col singolo, e su questo penso che ci sia poco da discutere

BB
@bbacc@mastodon.bida.im

@muffa@puntarella.party @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org

per concludere riesco a comprendere e a condividere il tuo discorso in pieno ma, se cambio prospettiva, cambio anche il tipo di ragionamento.
penso siano giustificati sia la solidarietà nei confronti dell'incompetente che il biasimo, a seconda della prospettiva.

ma la soluzione, se esiste, sta sicuramente nel migliorare il sistema e non nel prendersela col singolo, e su questo penso che ci sia poco da discutere

muffa
@muffa@puntarella.party

@bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org 2 cose poi chiudo per non appesantire troppo la discussione

"la passione non può essere un propulsore per 24h/24h 365 giorni all'anno, ma se di base c'è, cambia sicuramente la qualità delle giornate e come si vive con sé stess*."
in parte sono d'accordo. per quel che mi riguarda, la passione per l'informatica mi fa ancora preferire questo mestiere ad altri, ma la voglia e l'entusiasmo con i quali ho iniziato sono andati.
fare lo stesso lavoro ogni giorno della tua vita per me è anti-umano, qualsiasi sia il lavoro. farlo per un padrone ancora più alienante. farlo a ritmi e condizioni che peggiorano nel tempo peggio mi sento.
questo vale per la maggior parte di noi. poi ci saranno alcuni per i quali quella professione è la massima aspirazione della loro vita e si sentono

1/

muffa
@muffa@puntarella.party

@bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org 2 cose poi chiudo per non appesantire troppo la discussione

"la passione non può essere un propulsore per 24h/24h 365 giorni all'anno, ma se di base c'è, cambia sicuramente la qualità delle giornate e come si vive con sé stess*."
in parte sono d'accordo. per quel che mi riguarda, la passione per l'informatica mi fa ancora preferire questo mestiere ad altri, ma la voglia e l'entusiasmo con i quali ho iniziato sono andati.
fare lo stesso lavoro ogni giorno della tua vita per me è anti-umano, qualsiasi sia il lavoro. farlo per un padrone ancora più alienante. farlo a ritmi e condizioni che peggiorano nel tempo peggio mi sento.
questo vale per la maggior parte di noi. poi ci saranno alcuni per i quali quella professione è la massima aspirazione della loro vita e si sentono

1/

muffa
@muffa@puntarella.party

@bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org dei privilegiati a poter fare quello che fanno. beati loro ma stiamo parlando di mosche bianche.
2. se in altri paesi lo stato del sistema scolastico è molto migliore che da noi e i tassi di demotivazione del corpo insegnante sono molto bassi, i motivi li conosciamo senza star qui a ripeterli (classe politica che ha investito soldi su soldi nel miglioramento del sistema con una programmazione decennale, livello di civiltà maggiore, lavoratori più coscienti e organizzati, salari più alti, ecc). niente di tutto ciò è imputabile al collega fancazzista, che fa girare i coglioni anche a me, in particolare se i miei superiori mi hanno caricato di lavoro, garantendosi che io sia attaccato alla catena di produzione. dovrei prendermela con loro, invece me la prendo con il mio collega.

2/2

muffa
@muffa@puntarella.party

@bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org dei privilegiati a poter fare quello che fanno. beati loro ma stiamo parlando di mosche bianche.
2. se in altri paesi lo stato del sistema scolastico è molto migliore che da noi e i tassi di demotivazione del corpo insegnante sono molto bassi, i motivi li conosciamo senza star qui a ripeterli (classe politica che ha investito soldi su soldi nel miglioramento del sistema con una programmazione decennale, livello di civiltà maggiore, lavoratori più coscienti e organizzati, salari più alti, ecc). niente di tutto ciò è imputabile al collega fancazzista, che fa girare i coglioni anche a me, in particolare se i miei superiori mi hanno caricato di lavoro, garantendosi che io sia attaccato alla catena di produzione. dovrei prendermela con loro, invece me la prendo con il mio collega.

2/2

BB
@bbacc@mastodon.bida.im

@muffa@puntarella.party

certo, su questo non si discute. prendersela con i colleghi è un po' come fare i cappon di Renzo, ed è vero.
penso comunque che quando si ha a che fare con l'educazione di bambin* e adolescenti o con la salute, o in generale mestieri che hanno un impatto enorme sulla vita delle persone, sia comunque istintivo attribuire un minimo di responsabiltà personale a certi comportamenti, soprattutto se magari oltre a lavorare male l* tizi* ostacola anche tentativi di unione e lotta sindacale e perché non cerca un miglioramento, semplicemente non vuole rotture di coglioni. esistono anche loro.
per il resto ti sei spiegato benissimo e condivido tutto. per me c'è questo tassello in più.

(sulla sanità:ho una cara amica che lavora in ospedale e non so come faccia a reggere la pressione..)

@lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org

BB
@bbacc@mastodon.bida.im

@muffa@puntarella.party

certo, su questo non si discute. prendersela con i colleghi è un po' come fare i cappon di Renzo, ed è vero.
penso comunque che quando si ha a che fare con l'educazione di bambin* e adolescenti o con la salute, o in generale mestieri che hanno un impatto enorme sulla vita delle persone, sia comunque istintivo attribuire un minimo di responsabiltà personale a certi comportamenti, soprattutto se magari oltre a lavorare male l* tizi* ostacola anche tentativi di unione e lotta sindacale e perché non cerca un miglioramento, semplicemente non vuole rotture di coglioni. esistono anche loro.
per il resto ti sei spiegato benissimo e condivido tutto. per me c'è questo tassello in più.

(sulla sanità:ho una cara amica che lavora in ospedale e non so come faccia a reggere la pressione..)

@lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org

Lysander il breve
@lysander@fedi.vituperio.eu

@bbacc@mastodon.bida.im @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @lorcon@mastodon.bida.im @muffa@puntarella.party
Io vado un po' controcorrente ed estendo quel che bb dice anche oltre la salute. È vero che se faccio merdate nel mio lavoro attuale non ci va di mezzo la vita di una persona, per fortuna, ma il punto trovo sia applicabile a me come a un insegnante o a un medico.
E il punto è:
Io faccio il lavoro che vorrei, per il quale credo di avere passione? No. L'ho fatto per qualche tempo poi sono stato diciamo scalzato via dalla politica, ma questa è un'altra storia. Il lavoro che faccio ora è comunque in un campo per cui ho passione quindi sono caduto in piedi, ma è comunque un ripiego.

Credo sia, o debba essere, una missione? No, e nemmeno per insegnanti/medici. Se la persona la sente come vocazione, meglio, farà quasi certamente un ottimo lavoro anche in condizioni scarse (ho conosciuto un insegnante così, faceva le magie), ma non è assolutamente necessario e come dice muffa sono mosche bianche.

Critico però i colleghi (e gli insegnanti/medici) che
hanno accettato di fare questo lavoro come ripiego di un qualcosa di completamente diverso.

Non si tratta di fancazzismo, che anzi stimo, con gli strumenti che abbiamo potremmo produrre 100 in tre ore, ci pagano 10 e pretendono 300, è assolutamente legittimo lavorare due ore e pure con calma.
Si tratta proprio di stare attivamente in un ambiente che non piace, per il quale non si ha inclinazione, e nel quale si rovina la vita a sé stessi e a chi si ha intorno.
Lo noto nel mio campo, dalla trasmissione dell'altro giorno vedo che lo si nota nell'insegnamento, sono sicuro si noti in tutti i campi, chi è lì ma lì non ci vuol stare e non ha un briciolo di interesse o inclinazione per starci, si nota. E rovina la vita a tutti, compreso sé stesso

Qui parlo probabilmente a vanvera perché io, la lotta operaia vera non l'ho mai vista, ma mi ricorda un po' i crumiri.
Persone che accettano condizioni misere e "rovinano" l'ambiente per i compagni, perché comunque devono pur mangiare.

La colpa REALE di chi è? Della società, che non permette alla gente la cui inclinazione non ha posti di lavoro liberi di stare sul divano e fare una vita comunque dignitosa e piacevole, ovviamente. Dei padroni che su questa guerra tra poveri ci costruiscono imperi, anche.
Ma anche, secondo me, un po' di chi, per riprendere la trasmissione "voleva fare l'avvocato ma non ha trovato quindi si è data all'insegnamento".

Lysander il breve
@lysander@fedi.vituperio.eu

@bbacc@mastodon.bida.im @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @lorcon@mastodon.bida.im @muffa@puntarella.party
Io vado un po' controcorrente ed estendo quel che bb dice anche oltre la salute. È vero che se faccio merdate nel mio lavoro attuale non ci va di mezzo la vita di una persona, per fortuna, ma il punto trovo sia applicabile a me come a un insegnante o a un medico.
E il punto è:
Io faccio il lavoro che vorrei, per il quale credo di avere passione? No. L'ho fatto per qualche tempo poi sono stato diciamo scalzato via dalla politica, ma questa è un'altra storia. Il lavoro che faccio ora è comunque in un campo per cui ho passione quindi sono caduto in piedi, ma è comunque un ripiego.

Credo sia, o debba essere, una missione? No, e nemmeno per insegnanti/medici. Se la persona la sente come vocazione, meglio, farà quasi certamente un ottimo lavoro anche in condizioni scarse (ho conosciuto un insegnante così, faceva le magie), ma non è assolutamente necessario e come dice muffa sono mosche bianche.

Critico però i colleghi (e gli insegnanti/medici) che
hanno accettato di fare questo lavoro come ripiego di un qualcosa di completamente diverso.

Non si tratta di fancazzismo, che anzi stimo, con gli strumenti che abbiamo potremmo produrre 100 in tre ore, ci pagano 10 e pretendono 300, è assolutamente legittimo lavorare due ore e pure con calma.
Si tratta proprio di stare attivamente in un ambiente che non piace, per il quale non si ha inclinazione, e nel quale si rovina la vita a sé stessi e a chi si ha intorno.
Lo noto nel mio campo, dalla trasmissione dell'altro giorno vedo che lo si nota nell'insegnamento, sono sicuro si noti in tutti i campi, chi è lì ma lì non ci vuol stare e non ha un briciolo di interesse o inclinazione per starci, si nota. E rovina la vita a tutti, compreso sé stesso

Qui parlo probabilmente a vanvera perché io, la lotta operaia vera non l'ho mai vista, ma mi ricorda un po' i crumiri.
Persone che accettano condizioni misere e "rovinano" l'ambiente per i compagni, perché comunque devono pur mangiare.

La colpa REALE di chi è? Della società, che non permette alla gente la cui inclinazione non ha posti di lavoro liberi di stare sul divano e fare una vita comunque dignitosa e piacevole, ovviamente. Dei padroni che su questa guerra tra poveri ci costruiscono imperi, anche.
Ma anche, secondo me, un po' di chi, per riprendere la trasmissione "voleva fare l'avvocato ma non ha trovato quindi si è data all'insegnamento".

muffa
@muffa@puntarella.party

@lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im

"Si tratta proprio di stare attivamente in un ambiente che non piace, per il quale non si ha inclinazione, e nel quale si rovina la vita a sé stessi e a chi si ha intorno."
naturalmente sono d'accordo su questo però secondo me i problemi della scuola sono tanti e così grossi che l'ultimo dei problemi è il mancato avvocato che ha scelto di fare l'insegnante come ripiego. questo è solo quello che chi lavora nella scuola vede più vicino e con cui ci si scontra nel quotidiano e imho lo sopravvaluta come importanza.

muffa
@muffa@puntarella.party

@lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im

"Si tratta proprio di stare attivamente in un ambiente che non piace, per il quale non si ha inclinazione, e nel quale si rovina la vita a sé stessi e a chi si ha intorno."
naturalmente sono d'accordo su questo però secondo me i problemi della scuola sono tanti e così grossi che l'ultimo dei problemi è il mancato avvocato che ha scelto di fare l'insegnante come ripiego. questo è solo quello che chi lavora nella scuola vede più vicino e con cui ci si scontra nel quotidiano e imho lo sopravvaluta come importanza.