Brutkey

Lysander il breve
@lysander@fedi.vituperio.eu

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Io vado un po' controcorrente ed estendo quel che bb dice anche oltre la salute. È vero che se faccio merdate nel mio lavoro attuale non ci va di mezzo la vita di una persona, per fortuna, ma il punto trovo sia applicabile a me come a un insegnante o a un medico.
E il punto è:
Io faccio il lavoro che vorrei, per il quale credo di avere passione? No. L'ho fatto per qualche tempo poi sono stato diciamo scalzato via dalla politica, ma questa è un'altra storia. Il lavoro che faccio ora è comunque in un campo per cui ho passione quindi sono caduto in piedi, ma è comunque un ripiego.

Credo sia, o debba essere, una missione? No, e nemmeno per insegnanti/medici. Se la persona la sente come vocazione, meglio, farà quasi certamente un ottimo lavoro anche in condizioni scarse (ho conosciuto un insegnante così, faceva le magie), ma non è assolutamente necessario e come dice muffa sono mosche bianche.

Critico però i colleghi (e gli insegnanti/medici) che
hanno accettato di fare questo lavoro come ripiego di un qualcosa di completamente diverso.

Non si tratta di fancazzismo, che anzi stimo, con gli strumenti che abbiamo potremmo produrre 100 in tre ore, ci pagano 10 e pretendono 300, è assolutamente legittimo lavorare due ore e pure con calma.
Si tratta proprio di stare attivamente in un ambiente che non piace, per il quale non si ha inclinazione, e nel quale si rovina la vita a sé stessi e a chi si ha intorno.
Lo noto nel mio campo, dalla trasmissione dell'altro giorno vedo che lo si nota nell'insegnamento, sono sicuro si noti in tutti i campi, chi è lì ma lì non ci vuol stare e non ha un briciolo di interesse o inclinazione per starci, si nota. E rovina la vita a tutti, compreso sé stesso

Qui parlo probabilmente a vanvera perché io, la lotta operaia vera non l'ho mai vista, ma mi ricorda un po' i crumiri.
Persone che accettano condizioni misere e "rovinano" l'ambiente per i compagni, perché comunque devono pur mangiare.

La colpa REALE di chi è? Della società, che non permette alla gente la cui inclinazione non ha posti di lavoro liberi di stare sul divano e fare una vita comunque dignitosa e piacevole, ovviamente. Dei padroni che su questa guerra tra poveri ci costruiscono imperi, anche.
Ma anche, secondo me, un po' di chi, per riprendere la trasmissione "voleva fare l'avvocato ma non ha trovato quindi si è data all'insegnamento".

muffa
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"Si tratta proprio di stare attivamente in un ambiente che non piace, per il quale non si ha inclinazione, e nel quale si rovina la vita a sé stessi e a chi si ha intorno."
naturalmente sono d'accordo su questo però secondo me i problemi della scuola sono tanti e così grossi che l'ultimo dei problemi è il mancato avvocato che ha scelto di fare l'insegnante come ripiego. questo è solo quello che chi lavora nella scuola vede più vicino e con cui ci si scontra nel quotidiano e imho lo sopravvaluta come importanza.