Brutkey

muffa
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5. già lavorare tutti i giorni per tutta la vita è alienante di suo. a maggior ragione se la situazione è quella che abbiamo sotto gli occhi, e questo vale in tutti i settori, nella scuola (definanziata per decenni) come nell'IT (dove ormai l'aumento dei carichi e il lavorare sotto-organico è la norma). per cui solidarietà agli sfavati di tutto il mondo, giovani e vecchi, neoassunti e non. anch'io dopo 10 anni di lavoro nel settore non c'ho più voglia e passione e, potessi, darei le dimissioni.
per cui fanculo al capitalismo, fanculo ai capi e fanculo pure all'IT di sto cazzo. sono uno di voi.

(scusate se sono andato lungo)

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BB
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condivido in parte. se si toglie tutto il senso di un'attività e riduciamo tutto all'ora di lavoro salariato, che sia montare un armadio, cambiare le password agli impiegati o insegnare storia a dei diciassettenni, allora è chiaro che lavorare diventa deprimente.
Io ho fatto vari lavori nella mia vita e lavorare coi ragazzi non lo equiparo neanche minimamente agli altri lavori che ho fatto. l'energia , la bellezza, la responsabilità e la passione che ci mettevo niente hanno a che vedere con quando ho fatto la cameriera al ristorante, e questa è una predisposizione personale.
Il singolo lavoratore è schiacciato dal capitalismo e spesso non ha scelta; ma rinunciare a ogni idea di passione e responsabilità personale ci rende, a tutti gli effetti, solo macchine.
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muffa
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@bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org sono contento che tu mi abbia risposto perchè nella vis polemica ci sono dei pensieri che ho dovuto tagliare con l'accetta e altri volutamente trascurare per non scrivere un papello lungo 1km (e già così...) e mi dai l'occasione per ritornarci.

io non volevo assolutamente dire che tutti i lavori si equivalgono (e fare l'insegnante e lavorare con delle giovani menti non è affatto uguale a fare il cameriere) o che tutto si riduce all'ora di lavoro.
la mia voleva essere una riflessione sulla mancanza di motivazione nel proprio lavoro e se questa potesse essere giustificata dallo stato in cui versa un settore e dalle condizioni in cui si lavora o se invece dovesse essere biasimabile il lavoratore stesso.

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BB
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persone diverse hanno talenti predisposizioni e intelligenze diverse e costringerle a fare quello che non vogliono fare non rende tutti uguali, genere frustrazione e scarsa qualità per chiunque ruoti intorno a quell'attività.

prendo l'esempio delle due tipe che facevano tutt'altro e ora fanno le insegnanti di sostegno in una scuola di paese:
- hanno fatto scontente tutte le altre insegnanti perché lavorano male, peggiorando l'ambiente di lavoro per tutt*
- non seguono a dovere i bambini che hanno diritto a un sostegno, famiglie incazzate
- impediscono agli altri di lavorare bene perché vogliono fare il minimo indispensabile senza sbattersi

ok vittime del capitalismo, abbasso il lavoro, ma non potevano rimanere a non fare un cazzo al bar invece che a scuola? è uguale?

ragazza senza grazie
@sans_serif_girl@eldritch.cafe

@bbacc@mastodon.bida.im @lorcon@mastodon.bida.im @lysander@fedi.vituperio.eu @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @muffa@puntarella.party scusate mi intrometto e me ne vado subito ma secondo me anche se qualche attività può dare soddisfazione e qualche mestiere può essere appassionante e stimolante si tratta di eccezioni, per il resto lavorare è deprimente. non lo so, magari lavorare in una società socialista non lo sarebbe (non ne ho idea) o lavorare in proprio non lo è (anche qui non lo so) ma lavorare da dipendente nel capitalismo* lo è.