- Che si mangiava (e beveva), e a che ora? Nel medioevo si consumavano principalmente due pasti: un pranzo, piΓΉ abbondante, e una cena, piΓΉ leggera; solitamente il primo attorno a mezzogiorno e la seconda tra le 19 e le 21, a seconda della stagione e dell'area geografica. A fare grandissima differenza era il ceto sociale: mentre i nobili indulgevano spesso in banchetti con ampia disponibilitΓ di carne, contadini e popolani avevano un'alimentazione basata piΓΉ ->
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-> su legumi, cereali, verdure ed erbe spontanee. Di enorme importanza, per ogni fascia della popolazione, era il calendario liturgico, che scandiva i "giorni di magro" e i "giorni di grasso" (avevo trovato, in Archivio, e forse anche postato, una dispensa concessa a un signore locale, affinchΓ© potesse mangiare carne in Quaresima, perchΓ© debilitato). Descrizioni anche molto accurate di banchetti si trovano sia nel Novellino sia in diverse cronache di nozze ->
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-> reali. Per quanto riguarda il bere, nel XII secolo vi fu una notevole ripresa del settore vinicolo, a partire dal Sud Italia, e in seguito fu grazie ai monaci benedettini che molti vitigni si diffusero e vennero selezionati nei vari conventi d'Europa. Allo stesso modo, ma stavolta da nord verso sud, la birra, la cui produzione era affidata ai monaci che ne sfruttavano le virtΓΉ terapeutiche, si diffuse dalla Baviera al sud Europa. E dobbiamo a suor ->
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-> Hildegarda di Bingen l'idea di aggiungere bacche ed erbe aromatiche al luppolo, creando il gruyt.
C'erano poi, diffusi fin da epoca romana grazie a Giulio Cesare e alle sue campagne in Gallia e Bretagna, sidro e idromele.
In pratica, se oggi ci sbronziamo lo dobbiamo a monaci, frati, suore e militari.
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Lessi da qualche parte che, in certi momenti storici, la richiesta di cuoio in alcuni ambienti urbani fosse tale che alla fine il sottoprodotto era la carne (ovviamente non i tagli pregiati).
@GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @matz@gts.matteozenatti.net non lo so, ma non lo escluderei a priori, così come è probabile che la richiesta di pergamena avesse portato alla macellazione di molti capi, da un lato, e alla ricerca di materiali più facilmente ottenibili e a basso costo, dall'altra, fino a giungere alla lavorazione di stracci e cellulosa.
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Mi pare che il libro che lessi sulla cucina del medioevo fosse edito da Laterza, ma al volo non riesco a trovarlo.
@GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @matz@gts.matteozenatti.net invece io non ricordo se pubblicasse co Laterza o meno, ma Le Goff Γ¨ stato uno dei piΓΉ noti autori in ambito di studi sul medioevo. Possibile fosse lui l'autore?
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Wikipedia mi propone
La cucina e la tavola, presentazione di e con Jean Ferniot, Dedalo, Bari 1987. ISBN 88-220-0520-1
che potrebbe essere.