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E, in quei processi, quanto controllasse una procura, si rivelò in modo esplicito: pur se lui sosteneva apertamente il falso, per altro rispetto a una questione facilmente verificabile, mio padre e i suoi compagni vengono condannati. A quanto ricorda neanche il loro avvocato fece particolare opposizione a quanto sostenuto dal potente democristiano e permane il sospetto che fosse riuscito a comprare anche quello. Viste queste anomalie, chiedono aiuto al Partito, che invia da Roma un suo avvocato. Non uno qualsiasi, l'ex responsabile giustizia nazionale e principe del foro Giuseppe Zupo. Grazie alla sua difesa, vengono assolti in secondo grado e in Cassazione. Addirittura il potente democristiano rischia di essere incriminato a sua volta. Tutto si conclude con una cena che ricordo ancora nella pizzeria di Ninetta e Cenzino. 5/7
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Vabbe' - direte - ma che c'entra questa storia con Avvenimenti?
C'entra, perché fu Giuseppe Zupo, qualche anno dopo quei fatti, che inviò ai miei quella scatola piena di una rivista fresca di stampa. Ed è così che, fino alla sua chiusura, quel giornale è entrato settimanalmente in casa mia.
Lì il me bambino, poi adolescente, si è appassionato alle inchieste sulle stragi, imparando a odiare maggiormente i fascisti; ha scoperto i centri sociali grazie a una mappa che fu pubblicata nei primi anni Novanta, finenendoci dentro (ai centri sociali, non alla mappa); ha seguito le guerre in Jugoslavia e la dissoluzione di quello stato; ha letto di Ilaria Alpi, di Miran Hrovatin e delle vicende oscure che si celavano dietro il loro assassinio; ha letto della Pantera e ha sognato di viverla quando sarebbe diventato più grande. 6/7