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Quel bosco, perΓ², era di proprietΓ di un democristiano parecchio potente, all'epoca sottosegretario alle finanze nel governo Craxi. Per quell'esproprio decise di denunciare mio padre e i suoi compagni. L'accusa era infamante: "Montemesola - sostenne - Γ¨ ricca di territori boschivi che potrebbero essere adibiti a parco. Hanno scelto di realizzarlo sui terreni di mia proprietΓ solo per colpire me, per danneggiare un avversario politico."
Ora, a Montemesola, un'area a vocazione agricola, in realtΓ di area boschiva c'era solo quella espropriata. CiΓ², perΓ², non bastΓ² a convincere i giudici. Il noto sottosegretario democristiano era uno che, nelle interviste, si vantava sostenendo che, chi ha in mano una procura, controlla il territorio. 4/7
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E, in quei processi, quanto controllasse una procura, si rivelΓ² in modo esplicito: pur se lui sosteneva apertamente il falso, per altro rispetto a una questione facilmente verificabile, mio padre e i suoi compagni vengono condannati. A quanto ricorda neanche il loro avvocato fece particolare opposizione a quanto sostenuto dal potente democristiano e permane il sospetto che fosse riuscito a comprare anche quello. Viste queste anomalie, chiedono aiuto al Partito, che invia da Roma un suo avvocato. Non uno qualsiasi, l'ex responsabile giustizia nazionale e principe del foro Giuseppe Zupo. Grazie alla sua difesa, vengono assolti in secondo grado e in Cassazione. Addirittura il potente democristiano rischia di essere incriminato a sua volta. Tutto si conclude con una cena che ricordo ancora nella pizzeria di Ninetta e Cenzino. 5/7