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@NicholasLaney@todon.eu
sì, l'analisi era estremamente interessane anche se il tono era canzonatorio😅
Non credo che non si debba fare differenza fra bambini/adolescenti e adulti. Incentivare il consumo del vino in età adulta può essere eticamente discutibile, ma i bambini non possono consumare alcol liberamente e non mi pare una contraddizione. la legge sulle sostanze, come tutte quelle che riguardano la maggiore età, non può che essere un compromesso perché il limite è imposto, arbitrario e non tiene conto delle differenze.
con l'età adulta si presuppone l'assunzione di responsabilità personale che si accompagna alla libertà.
rispetto alla presa di coscienza, credo che questo ban in realtà ne sia il riflesso più "terraterra" e strumentale.
I social media ormai ci sono da tempo e le riflessioni sui potenziali danni
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col tempo si sono abbastanza diffuse anche se purtroppo molt* le hanno ridotte alla vulgata "è tutta colpa di internet".
sono d'accordo che sia comunque indispensabile, come lo è stata per altre questioni. l'autocitazione nell'articolo secondo me coglie il punto:
" Après les mensonges de l’industrie du tabac sur sa responsabilité [...]après les mensonges de l’industrie du pétrole sur sa responsabilité dans le dérèglement climatique, nous faisons face aujourd’hui au troisième grand mensonge de notre modernité. Et ce mensonge est celui des industries extractivistes de l’information (…) les médias sociaux, sont aujourd’hui [...] des outils au service d’une diversion elle-même au service d’une perversion qui n’est alimentée que par la recherche permanente du profit. »"
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