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(E, no, non ho usato a caso gli aggettivi "morbido" e "secco": pensate a cosa vi evocano alla mente "soffice", "delicato", "dolce" e cosa "aspro", "grezzo", "brusco". Questa magia avviene perchΓ©, mentre si legge, si dicono le parole, anche se non le pronunciamo ad alta voce, quindi ne sentiamo i suoni, anche senza doverli ascoltare)
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@LaVi@livellosegreto.it @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org da performer, so bene - e infatti quando studio un testo, da leggersi o da cantarsi, immagino sempre il sapore che hanno le parole che dirΓ².