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Per permettere i movimenti, le tute spaziali sono mantenute a una pressione molto più bassa di quella normale, mentre per garantire la respirazione si usa ossigeno puro. Una pressione troppo bassa, sotto il 20% di quella normale, sarebbe pericolosa per la salute degli astronauti: in pratica le tute spaziali americane sono mantenute intorno al 30% della pressione atmosferica, quelle russe intorno al 40%.
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Il fatto che la pressione irrigidisca le tute spaziali fu una brutta sorpresa per l’autore della prima attività extraveicolare della storia, avvenuta nel 1965: il russo Alexej Leonov. Quando l’aria della sua tuta fu scaldata dal suo stesso corpo e dal Sole e di conseguenza salì a una pressione più alta, la tuta diventò così rigida che il cosmonauta non riusciva più a rientrare nella capsula Voschod 2.