@adrien_prinze@livellosegreto.it ti dico la mia da persona neuro con formazione umanistica che ha imparato pezzettini di informatica qua e là: il "privilegio" tecno-savy è banalmente lo stesso "privilegio" di chi ne sa di meccanica se funziona male l'auto o di idraulica se funziona male il lavello, e la mancanza di istruzione tecnica diffusa è un problema più ampio ancora (e qui parlo da insegnante); inoltre, non so quanto le big corp si spendano davvero per rendere le proprie interfacce agevoli per chi ha >
@adrien_prinze@livellosegreto.it > disabilità cognitive (certamente non lo fanno granché per quelle sensoriali), di sicuro si spendono per renderle così accattivanti da fare entrare nella spirale della dopamina anche bambinə che sanno a malapena leggere e anzianə che non saprebbero usare alcun altro strumento informatico. Di sicuro il software FOSS può e deve lavorare sulla facilità di uso, ma non deve arrivare alla FINTA facilità di uso che deriva dal togliere controllo all'utenza in favore dell'algoritmo.
@cretinodicrescenzago@livellosegreto.it @adrien_prinze@livellosegreto.it giusto. come può essere un privilegio? la chiamerei più passione, predisposizione, interesse.
chiamerei privilegio la possibilità di aver avuto mano a un computer fin da piccol*, ovvero l'accesso alla tecnologia, ma non è automatico che si diventi esperti, appassionati o abili
@bbacc@mastodon.bida.im @cretinodicrescenzago@livellosegreto.it parlo più che altro del privilegio di potersi sganciare dalle piattaforme delle big e usare alternative, molti dei miei amici vorrebbero boicottarle ma si trovano in difficoltà quindi rimangono con Meta, Google ecc. Con un' amica abbiamo provato a spiegare cos'è un'istanza e il fediverso ad altri amici, quasi nessuno è riuscito a capire e quando li abbiamo invitati a iscriversi a un' istanza che avevamo creato su Sharkey non ci si sono trovati per niente.
@adrien_prinze@livellosegreto.it
io non sono affatto esperta di informatica, ma quando provo a diffondere il fediverso fra le mie amicizie, trovo le stesse risposte: Non so, non ho capito, non mi ci trovo, è complicato.
Non c'è vero interesse a cambiare e non c'è interesse ad applicarsi a una cosa nuova.
Avere consapevolezza che Meta andrebbe boicottato non significa avere la sbatta di imparare qualcosa di nuovo.
Non credo che l'essere neurodivergenti in questo caso sia la discriminante perché la risposta è sempre la stessa, inoltre ho l'impressione che nel mondo delle tecnologie alternative le persone neurodivergenti siano sovrarappresentate, più che sottorappresentate
@cretinodicrescenzago@livellosegreto.it
@bbacc@mastodon.bida.im @cretinodicrescenzago@livellosegreto.it anche io sono neurodivergente ma ho dalla mia il fatto che già ci capivo qualcosa all'epoca in cui è "uscito" il fediverso, purtroppo capisco che gli sbatti nella vita sono già tanti per una persona neurodivergente (soprattutto se è neuroqueer) e aggiungerne un altro non è cosa, se non sei appassionatə di tecnologia o esperto. Ci vuole formazione, come diceva una persona qui, in Italia siamo nella preistoria del digitale.
@adrien_prinze@livellosegreto.it
le sbatte nella vita sono tante per tutt*, ognun* ha le proprie, c'è un sacco di gente neurodivergente o queer sul fediverso. è una questione di passione, predisposizione e interesse.
purtroppo non mi ritrovo in questo ragionamento con il metro morale del "privilegio" di avere un buon approccio alla tecnologia. non sento neanche di dover moralmente giustificare chi non ha questo buon approccio con motivazioni identitarie, ovvero, "non è che non vorrebbe imparare, è che è neuroqueer". forse non vuole l*i e va bene così, d'altronde mica tutt* dobbiamo fare tutto.
Ognun* fa la propria parte secondo le proprie volontà, abilità, interessi.
@cretinodicrescenzago@livellosegreto.it
@bbacc@mastodon.bida.im @cretinodicrescenzago@livellosegreto.it voglio contestualizzare il termine "privilegio" per come l'ho inteso io, ovvero "avere i mezzi per" essere in grado di fare qualcosa, rispetto a chi ne ha meno o non ne ha. Poi d'accordissimo su tutto, ognun fa la sua parte con i mezzi che ha, nessun deve sentirsi in "colpa" né per avere i mezzi, né per non averne, o per non potere o volere fare lo sforzo di approcciarsi. Io sono il primo che di fronte a qualcosa che non mi interessa non la imparo nemmeno a bastonate
Blaterii
@adrien_prinze@livellosegreto.it @bbacc@mastodon.bida.im @cretinodicrescenzago@livellosegreto.it
Questa dei "mezzi", nel duemilaventicinque, in italia, e riguardo cose come il fediverso, è una paraculata/stronzata.
Abbiamo letteralmente (quasi) tutto lo scibile umano nel palmo della mano o, nei rari casi in cui una persona non abbia un suo smartphone, a distanza di biblioteca pubblica.
Non esiste "non avere i mezzi", esiste:
- non avere le capacità -> non tutti siamo svegli uguale, non tutti siamo in grado di comprendere il calcolo tensoriale, e non c'è niente di male in ciò, semplicemente chi non può arrivarci, non si occupa di calcolo tensoriale.
- non avere voglia -> legittimo, ognuno può dire che di qualcosa non gliene frega nulla.
- non avere le energie -> tipicamente perché scippategli da qualcun'altro, il padrone e il lavoro solitamente.
Non esiste alcun privilegio, o meglio, tutti siamo privilegiati in egual maniera rispetto a un contadino della patagonia, e quel che semmai fa la differenza è, appunto, la voglia di mettersi lì e imparare qualcosa di nuovo.
@lysander@fedi.vituperio.eu @bbacc@mastodon.bida.im @cretinodicrescenzago@livellosegreto.it si per mezzi io intendevo in senso ampio esattamente tempo, energie, capacità e capoccia per mettersi a imparare qualcosa (e non essere in burnout perenne), per me, almeno personalmente, avere tempo, energie, salute e capacità di imparare e non essere strangolati dal meccanismo del capitalismo a livello di lavoro e vita privata è una forma di privilegio, che per me non è da intendere negativamente ma come qualcosa da mettere a servizio di chi ha meno mezzi
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Still not a privilegio.
(mi rendo conto di essere pedante, ma le parole formano la percezione che forma il mondo, se vi do noia silenziatemi)
Privilegio è un qualcosa di non dovuto che una piccola parte della popolazione ottiene che lo favoreggia rispetto alla larga parte.
Ma il poter imparare (o in generale, vivere pienamente) senza essere strangolati dal capitalismo NON È PRIVILEGIO. È minima decenza come società, per le nazioni europee è un diritto fondamentale. È MENO DEL MINIMO SINDACALE.
Trattarlo come privilegio è, oltre che incorretto, il gioco dei padroni che iniettano nella mente delle persone l'idea che la minima decenza umana sia in qualche modo un qualcosa che wow fortunello tu che ce l'hai grazie ai magnanimi padroni che ti permettono di timbrare prima di metterti elmetto e protezioni.
Non sei tu (non tu tu eh, tu privilegiato) a essere privilegiato, sono gli altri a essere schiavizzati o in generale oppressi.
@lysander@fedi.vituperio.eu
In generale credo che in alcuni contesti l'uso della categoria di "privilegio" rischi di creare ostilità fra poveri su basi identitarie o di sfalsare i significati.
Certo, nascere benestanti e avere tempo per dedicarsi alle proprie passioni è un privilegio di fatto; allo stesso tempo, avere tempo libero e dedicarsi alle proprie passioni non va trattato come privilegio ma va preteso come diritto minimo umano come dice lysander.
tra l'altro, questo genere di ragionamento sui "privilegi" impera nei social commerciali.
Una volta ho letto un post sul "mono-privilege": gay/etero sarebbero privilegiat* rispetto a* bisessuali perché attratt* da un genere solo.
Da bisessuale ho riso tantissimo e ho chiuso con quella roba.
ma forse diamo alla parola privilegio significati diversi.
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