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️ Il ddl impone a istituzioni dell’istruzione e agli spazi digitali severe forme di sorveglianza dell’antisemitismo, equiparando ogni discorso critico verso Israele (o il sionismo) all’odio verso gli ebrei.
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Lavinia Marchetti, in un suo articolo, passa brevemente in rassegna il contenuto del ddl Delrio:
• L’art. 1 recepisce integralmente “la definizione operativa di antisemitismo” dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). In pratica, secondo tale definizione «è antisemitismo anche sostenere che l’esistenza dello Stato di Israele è un’espressione di razzismo» o «applicare due pesi e due misure a Israele richieste a nessun altro paese».
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• L’art. 2 delega il Governo a emanare entro 6 mesi (mediante decreti legislativi) norme speciali per le piattaforme online. In concreto, si chiede ad AGCOM e ai gestori di social e blog di introdurre meccanismi di sorveglianza e censura sulla base di questa definizione: sarà previsto per gli utenti un pulsante di segnalazione “antisemitismo, con obbligo di rimozione entro 48 ore dall’avviso. In caso di recidiva o ricondivisione dei medesimi contenuti, si infliggerà la sospensione dell’account per sei mesi.
In più, le piattaforme dovranno inviare bimestralmente ad AGCOM report dettagliati sulle segnalazioni ricevute, e punizioni pecuniarie onerose per chi non rispetta le nuove regole. Come denunciato da più voci, significa dare mano libera allo Stato per definire e cancellare contenuti online.