@lysander@fedi.vituperio.eu
Ieri ho visto passare una ABSOLUTE UNIT of a tootchain (proprio bello sto limite di caratteri, sì) su browser e firefox che si immerda eccetera.
Il mio, forse insolito take sulla questione è che si stanno sprecando un sacco di parole e facendo mille pippe mentali quando la faccenda è molto semplice e lineare: trasferire e visualizzare documenti, in sé, non genera valore. Punto.
Non ci si può quindi ragionevolmente aspettare che un'azienda come mozilla, google, microsoft, o qualunque insieme di umani che cercano di guadagnare voglia creare un prodotto che semplicemente trasferisce e visualizza documenti.
Quindi, firefox, che comunque esiste solo come foglia di fico per il monopolio di google, diventerà sempre più nammerda finchè non esisteranno due "classi" di browser.
- i browser "proprietari" che possono chiamarsi google chrome ma anche facebook finestra, che comunicano seguendo standard semiproprietari prima e vere e proprie api poi con i siti che hanno un qualche contratto con tali browser, e all'utente vengono mostrate tutte le chicche di effettistica, velocità, e cazzi e mazzi.
- i browser "legacy", ovvero all'antica, chiedono un documento, ricevono un documento, visualizzano un documento, molto barebone. Quei browser vengono mantenuti da volontari al pari di wikipedia, e infatti verranno usati da gente come me per leggere wikipedia, e non accedono a tutti i siti che hanno bisogno del browser proprietario.
Fino ad ora il coltello aveva il manico dalla parte diciamo dei siti, perché era impensabile che per dire chrome non renderizzasse una pagina se tale pagina non aveva il js dell'analytics (eppure, vi ricordate tutto il casino delle passkey e di chrome che usava il profilo del browser per profilare la navigazione sui siti?), ma la situazione sta cambiando. Lentamente magari, ma inesorabilmente.
Tutto qui. Documents vs api e compagnia bella sono pippe mentali, interessanti e divertenti certo, ma che mancano il punto e si concentrano sui sintomi.