@andrea_ferrero@sociale.network
Quali sono i vantaggi più importanti dell'esplorazione spaziale secondo voi?
@astronomia@feddit.it
Ingegnere spaziale. Vicepresidente CICAP.
Quali sono i vantaggi più importanti dell'esplorazione spaziale secondo voi?
@astronomia@feddit.it
Nell’astronautica c’è una leggenda metropolitana secondo cui vari cosmonauti sovietici sarebbero morti in missioni segrete e la loro tragedia sarebbe venuta alla luce soltanto grazie alle intercettazioni di alcuni radioamatori.
(continua)
Perché non vale la pena di discutere con chi dice che non siamo mai stati sulla Luna. Da Query, rivista del #CICAP.
https://www.queryonline.it/2026/01/28/cambiare-cornice-una-risposta-efficace-al-negazionismo-scientifico/
In ogni caso, devo aggiungere molto più propellente che carico utile. E questi sono valori teorici minimi, perché nella realtà il propellente aggiuntivo può richiedere di introdurre taniche più grandi e strutture rinforzate, che a loro volta richiedono ancora più propellente! È per questo che nell’ambiente spaziale si parla di “tirannia dell’equazione dei razzi”: più propellente ti serve, più propellente devi aggiungere.
In pratica, quando si vede un razzo in rampa di lancio, il carico utile è solo una piccola percentuale della massa complessiva, non superiore al 4%.
Questo vincolo limita al sistema solare le destinazioni che si possono raggiungere in tempi ragionevoli con la propulsione chimica: per immaginare di andare oltre, bisogna pensare a sistemi di propulsione avveniristici. Ma di questo parleremo in un’altra occasione.
(fine)
Ipotizzando un Δv di 9500 m/s e un impulso specifico di 300 s, che corrisponde a una velocità di uscita v(e) di circa 2950 m/s, otteniamo:
R - 1 = exp (9.500 / 2.943) ≈ 24,2 kg
In altre parole, per ogni kg in più di carico utile, bisogna aggiungere oltre 24 kg di propellente per mantenere lo stesso Δv.
Il risultato cambia molto a seconda del Δv e dell’efficienza del motore: per esempio, con un impulso specifico di 400 s e lo stesso Δv di 9500 m/s basterebbero 10 kg in più di propellente.
In ogni caso, devo aggiungere molto più propellente che carico utile. E questi sono valori teorici minimi, perché nella realtà il propellente aggiuntivo può richiedere di introdurre taniche più grandi e strutture rinforzate, che a loro volta richiedono ancora più propellente! È per questo che nell’ambiente spaziale si parla di “tirannia dell’equazione dei razzi”: più propellente ti serve, più propellente devi aggiungere.
Ora vediamo i numeri da inserire nell’equazione.
L’incremento di velocità Δv dipende dal tipo di missione: per un’orbita bassa può andare più o meno da 9,3 a 10 km/s a seconda delle condizioni al contorno.
La velocità di uscita del propellente è funzione di un parametro che si chiama “impulso specifico”, si misura in secondi e dipende sia dal tipo di propellente sia dal fatto di trovarsi in aria o nel vuoto: a seconda dei casi può andare da circa 250 fino a circa 450 secondi.
Ipotizzando un Δv di 9500 m/s e un impulso specifico di 300 s, che corrisponde a una velocità di uscita v(e) di circa 2950 m/s, otteniamo:
R - 1 = exp (9.500 / 2.943) ≈ 24,2 kg
In altre parole, per ogni kg in più di carico utile, bisogna aggiungere oltre 24 kg di propellente per mantenere lo stesso Δv.
Il risultato cambia molto a seconda del Δv e dell’efficienza del motore: per esempio, con un impulso specifico di 400 s e lo stesso Δv di 9500 m/s basterebbero 10 kg in più di propellente.
Definiamo il rapporto di massa R come
R = m(0) / m(f) = exp [ Δv / v(e) ]
Se aggiungiamo 1 kg di carico utile, la massa finale aumenta di 1 kg e per mantenere lo stesso Δv la massa iniziale deve aumentare di R kg. Di conseguenza, la massa aggiuntiva di propellente da imbarcare per ogni kg in più di carico utile è pari a R−1.
Ora vediamo i numeri da inserire nell’equazione.
L’incremento di velocità Δv dipende dal tipo di missione: per un’orbita bassa può andare più o meno da 9,3 a 10 km/s a seconda delle condizioni al contorno.
La velocità di uscita del propellente è funzione di un parametro che si chiama “impulso specifico”, si misura in secondi e dipende sia dal tipo di propellente sia dal fatto di trovarsi in aria o nel vuoto: a seconda dei casi può andare da circa 250 fino a circa 450 secondi.
In forma semplificata, l’equazione dei razzi è
Δv = v(e) * ln [ m(0) / m(f) ]
dove:
Δv è l’incremento di velocità totale richiesto dalla missione.
v(e) è la velocità efficace di uscita del propellente
m(0) è la massa totale iniziale (razzo + propellente + carico utile)
m(f) è la massa totale finale (massa iniziale - massa del propellente consumato)
Definiamo il rapporto di massa R come
R = m(0) / m(f) = exp [ Δv / v(e) ]
Se aggiungiamo 1 kg di carico utile, la massa finale aumenta di 1 kg e per mantenere lo stesso Δv la massa iniziale deve aumentare di R kg. Di conseguenza, la massa aggiuntiva di propellente da imbarcare per ogni kg in più di carico utile è pari a R−1.
Per stimare quanta massa di propellente bisogna aggiungere per ogni chilo di carico utile in più, si può usare una famosissima formula matematica, nota come equazione di Ciolkovskij o formula dei razzi. Ne parlo in modo divulgativo e mi scuso in anticipo con gli specialisti per le semplificazioni.
(continua)
@astronomia@feddit.it
In forma semplificata, l’equazione dei razzi è
Δv = v(e) * ln [ m(0) / m(f) ]
dove:
Δv è l’incremento di velocità totale richiesto dalla missione.
v(e) è la velocità efficace di uscita del propellente
m(0) è la massa totale iniziale (razzo + propellente + carico utile)
m(f) è la massa totale finale (massa iniziale - massa del propellente consumato)
Quiz del lunedì: se aggiungo un chilo di carico utile a una missione in orbita bassa con propulsione chimica tradizionale, per mantenere la stessa prestazione quanto propellente devo aggiungere, come ordine di grandezza?
Soluzione domani, non suggerite e non cercate su internet!
#QuizTime
@astronomia@feddit.it
Per stimare quanta massa di propellente bisogna aggiungere per ogni chilo di carico utile in più, si può usare una famosissima formula matematica, nota come equazione di Ciolkovskij o formula dei razzi. Ne parlo in modo divulgativo e mi scuso in anticipo con gli specialisti per le semplificazioni.
(continua)
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