3) Chiunque sia venuto in manifestazione sapeva benissimo come sarebbero andate le cose. Chiunque. Tranne quelli che vivono sul pianeta Papalla e quelli che adesso fanno gli scemi per non andare in guerra, si capisce;
4) Quella del poliziotto aggredito è una brutta immagine, non si discute nemmeno [in realtà dovremmo discuterne... aggiunta mia questa!]. Ma come si faccia a commentarla sdegnati e a non spendere una parola sulle decine di video di pestaggi della Ps su manifestanti inermi è un mistero. Perché sabato a Torino la polizia ha menato di brutto, oltre a sparare lacrimogeni ad altezza d'uomo. A me fischiano ancora le orecchie, alla ragazza che stava vicina a me e che se ne è beccato uno in testa (ripeto: in testa) in via Tarino è andata peggio.
5) Puntuale come una cambiale ecco la storia dei presunti infiltrati, l'evergreen usato da tanti a sinistra per sciacquarsi la coscienza e soprattutto per stare seduti dalla parte della ragione. Beh, duole dirvelo ma a Torino di infiltrato non ce n'era neanche uno. Era tutta roba nostra. E sì: c'è scritto nostra e se volete ve lo posso pure ripetere, perché sapevo in che manifestazione stavo e sapevo cosa sarebbe accaduto. Si chiama consapevolezza, ed è una cosa che contraddistingue l'età adulta e il libero arbitrio;
8 ) Mi permetto di fare notare che quando una premier arriva a stabilire l'ipotesi di reato (tentato omicidio) e intima alla magistratura - sotto referendum, peraltro - di "andarci giù pesante" la linea rossa tra democrazia e fascismo si è già passata da un pezzo. Ora, se qualcuno pensa che le manifestazioni pacifiche e colorate con le famiglie e i musici e su le mani con Bella ciao siano ancora sufficienti siamo contenti per lui. Ma eviti di dare giudizi su chi lotta e rischia (grosso) del suo perché si è reso conto di essere governato da fascisti che fanno cose da fascisti;