Tiro fuori questo sondaggio da una discussione che si stava avendo su un altro thread. La mia risposta (ma perché non si può votare ai proprî sondaggi?) sarebbe «Sí, sub conditione», ed inviterei chi vota per questa opzione di spiegare le condizioni.
Questa è qualcosa su cui io rimugino da età insospettabili, e forse l'unica cosa che è cambiata nel tempo è di aver fatto piccoli aggiustamenti alle condizioni.
Il classico è associare l'mmortalità all'eterna giovinezza, e CI STA, ma bisognerebbe anche capire cosa si intende per giovinezza (max 20? 25? 30?) e capire se questa eterna giovinezza significa anche una certa incapacità di maturare psicoemotivamente o se è solo una questione fisica.
@oblomov@sociale.network ma hai provato a chiedere all'INPS o alla Fornero?
Piú recentemente (ma nemmeno tanto, è la pena che ho inflitto al protagonista di qualcuna delle mie fantasie narrative, quindi è roba che avrà quasi 20 anni ormai, anche se ha radici ancora piú antiche) mi sono orientato su un invecchiamento “asintotico”, o quanto meno logaritmico (maggiore è l'età, piú lento è l'invecchiamento).
La vera domanda da porre è forse: ma l'immortale sei solo tu o anche gli altri? Perché ovviamente se lo sono anche gli altri (TUTTI gli altri) allora COL CAZZO (penso che tutti quanti possiamo pensare ad una manciata di persone che siamo tutti felici abbiano tirato le cuoia, o presto le tireranno, o non le tireranno mai abbastanza presto). Ma se l'immortale sei solo tu, si pone un altro problema, ovvero quello che tutti i tuoi legami affettivi saranno persone che prima o poi non ci saranno piú.
La vera domanda da porre è forse: ma l'immortale sei solo tu o anche gli altri? Perché ovviamente se lo sono anche gli altri (TUTTI gli altri) allora COL CAZZO (penso che tutti quanti possiamo pensare ad una manciata di persone che siamo tutti felici abbiano tirato le cuoia, o presto le tireranno, o non le tireranno mai abbastanza presto). Ma se l'immortale sei solo tu, si pone un altro problema, ovvero quello che tutti i tuoi legami affettivi saranno persone che prima o poi non ci saranno piú.
Ci si farebbe l'abitudine? Ci si uscirebbe di testa? Ci si rassegnerebbe in qualche modo alla loro precarietà?
Ovviamente non possiamo dare una risposta se non immaginata, e non è nemmeno detto che la risposta sia la stessa per tutti.
E se ci fosse un procedimento che permetta di acquisire detta immortalità, lo proporremmo ai nostri legami affettivi? Li sottoporremmo al trattamento anche contro la loro volontà?
Ci si farebbe l'abitudine? Ci si uscirebbe di testa? Ci si rassegnerebbe in qualche modo alla loro precarietà?
Ovviamente non possiamo dare una risposta se non immaginata, e non è nemmeno detto che la risposta sia la stessa per tutti.
E se ci fosse un procedimento che permetta di acquisire detta immortalità, lo proporremmo ai nostri legami affettivi? Li sottoporremmo al trattamento anche contro la loro volontà?
Bisognerebbe anche capire cosa si intende esattamente per immortalità. Non morire di vecchiaia? Invulnerabilità? Una capacità rigenerativa talmente estensiva e veloce da non solo riparare i danni da invecchiamento ma anche la maggior parte delle (ma non tutte) ferite? E le malattie, che effetti avrebbero?
Bisognerebbe anche capire cosa si intende esattamente per immortalità. Non morire di vecchiaia? Invulnerabilità? Una capacità rigenerativa talmente estensiva e veloce da non solo riparare i danni da invecchiamento ma anche la maggior parte delle (ma non tutte) ferite? E le malattie, che effetti avrebbero?
Ho visto commenti (qui e nella discussione che ha ispirato il sondaggio) con posizioni tipo «eh ma il lavoro» «eh ma la noia» che penso meritino di essere considerati.
La questione della noia sinceramente non me la sarei mai posta. Ci sono talmente tante cose da studiare, da imparare, da fare che non sarei detto «e mo' che faccio» (relevant XKCD: https://xkcd.com/505/).
(Ovviamente il fatto che ci siano cose da fare non vuol dire che si facciano, vedi il mio nick.)
Ho visto commenti (qui e nella discussione che ha ispirato il sondaggio) con posizioni tipo «eh ma il lavoro» «eh ma la noia» che penso meritino di essere considerati.
La questione della noia sinceramente non me la sarei mai posta. Ci sono talmente tante cose da studiare, da imparare, da fare che non sarei detto «e mo' che faccio» (relevant XKCD: https://xkcd.com/505/).
(Ovviamente il fatto che ci siano cose da fare non vuol dire che si facciano, vedi il mio nick.)
Prima di toccare la questione “lavoro”: mi sono dimenticato di aggiungere alla questione “immortalità in che senso?” un riferimento ad un racconto di fantascienza di cui ora mi sfuggono titolo ed autore (forse Fritz Leiber?) il cui tema di base è l'idea che gli esseri umani in realtà sarebbero immortali, se non per un agente infettivo che causa la vecchiaia.
Prima di toccare la questione “lavoro”: mi sono dimenticato di aggiungere alla questione “immortalità in che senso?” un riferimento ad un racconto di fantascienza di cui ora mi sfuggono titolo ed autore (forse Fritz Leiber?) il cui tema di base è l'idea che gli esseri umani in realtà sarebbero immortali, se non per un agente infettivo che causa la vecchiaia.
(È un racconto di fantascienza quindi la questione viene sollevata dopo il “first contact” con le prime civiltà aliene, vertendo su quella che di fatto è una quarantena della specie umana per evitare che il virus della vecchiaia distrugga la civiltà galattica. Poi visto che vi piacciono le barzellette a sfondo sessuale vi racconto quella dello scambio di coppia con gli alieni.)
(È un racconto di fantascienza quindi la questione viene sollevata dopo il “first contact” con le prime civiltà aliene, vertendo su quella che di fatto è una quarantena della specie umana per evitare che il virus della vecchiaia distrugga la civiltà galattica. Poi visto che vi piacciono le barzellette a sfondo sessuale vi racconto quella dello scambio di coppia con gli alieni.)
Ora veniamo alla questione lavoro, che poi in realtà dovrebbe essere piú una questione «immortalità e società», ovvero: come reagirebbe le nostre società al caso di un singolo individuo (o una manciata di individui) che avessero ottenuto l'immortalità (almeno in termini di “non morire di vecchiaia”)?
Per cominciare, il soggetto in questione finirebbe intanto nel mirino della guardia di finanza dopo aver superato tutti i limiti attualmente considerati per la vita umana.
Ora veniamo alla questione lavoro, che poi in realtà dovrebbe essere piú una questione «immortalità e società», ovvero: come reagirebbe le nostre società al caso di un singolo individuo (o una manciata di individui) che avessero ottenuto l'immortalità (almeno in termini di “non morire di vecchiaia”)?
Per cominciare, il soggetto in questione finirebbe intanto nel mirino della guardia di finanza dopo aver superato tutti i limiti attualmente considerati per la vita umana.
Diventerebbe quindi un caso mediatico, e non è difficile immaginare che ci sarebbero estensivi tentativi di trasformarlo in una cavia, o quanto meno assoggettarlo a tutta una serie di verifiche per cercare di capire il funzionamento di questa immortalità.
L'alternativa sarebbe di cercare di fare come gli immortali di Highlander, saltando di identità in identità e simulando la propria morte ogni volta.
Diventerebbe quindi un caso mediatico, e non è difficile immaginare che ci sarebbero estensivi tentativi di trasformarlo in una cavia, o quanto meno assoggettarlo a tutta una serie di verifiche per cercare di capire il funzionamento di questa immortalità.
L'alternativa sarebbe di cercare di fare come gli immortali di Highlander, saltando di identità in identità e simulando la propria morte ogni volta.
In realtà sospetto che la cosa non sarebbe facile, soprattutto ai giorni nostri, a meno di non lavorare all'anagrafe o avere comunque agganci là dentro (e mantenerli “di generazione in generazione”). Con questa soluzione ci si potrebbe quanto meno evitare indagini scomode, ma a meno di non saltare da pensionato a pensionato, rimarrà comunque la necessità di lavorare.
In realtà sospetto che la cosa non sarebbe facile, soprattutto ai giorni nostri, a meno di non lavorare all'anagrafe o avere comunque agganci là dentro (e mantenerli “di generazione in generazione”). Con questa soluzione ci si potrebbe quanto meno evitare indagini scomode, ma a meno di non saltare da pensionato a pensionato, rimarrà comunque la necessità di lavorare.
Piú che parlare di lavoro però sarebbe piú opportuno parlare di “trovare sostentamento”; si potrebbe scegliere (o cercare) di vivere piú o meno ai margini della società, magari con la fortuna di procurarsi una casetta con un pezzo di terreno sufficienti a camparci di sopra, magari vendendo l'eccesso al mercato rionale (o dove che sia) per avere anche qualche soldo per le spese necessarie.
Piú che parlare di lavoro però sarebbe piú opportuno parlare di “trovare sostentamento”; si potrebbe scegliere (o cercare) di vivere piú o meno ai margini della società, magari con la fortuna di procurarsi una casetta con un pezzo di terreno sufficienti a camparci di sopra, magari vendendo l'eccesso al mercato rionale (o dove che sia) per avere anche qualche soldo per le spese necessarie.
Ovviamente se si ha fortuna si può magari trovare un lavoro che piace e che si possa svolgere da remoto dalla suddetta casetta con terreno, il che peraltro aiuterebbe anche a guadagnare indipendenza (i pannelli solari costano, le batterie non sono eterne etc).
È curioso che questa soluzione possa funzionare molto meglio ora che, per dire, mezzo secolo fa.
Ovviamente se si ha fortuna si può magari trovare un lavoro che piace e che si possa svolgere da remoto dalla suddetta casetta con terreno, il che peraltro aiuterebbe anche a guadagnare indipendenza (i pannelli solari costano, le batterie non sono eterne etc).
È curioso che questa soluzione possa funzionare molto meglio ora che, per dire, mezzo secolo fa.