noto che c'è una tendenza a criticare il ban dei social media di alcuni paesi rivolto ai minori di 15 anni, con argomenti del tipo "troveranno altri modi per usarli" o "senza social media staranno tutto il giorno a parlare con i chat gpt" o "non è con i divieti che si risolvono i problemi" (che condivido in generale,ma alcuni divieti sono buonsenso).
io riesco a immaginare attività alternative per i <15.
non mancheranno loro i contatti con gli amici, non è vietata la messaggistica.
Non mi metterò mai a difendere il "diritto" dei quattordicenni a usare instagram e tiktok rendendosi prodotti da vendere, non è la mia battaglia. direi che il diritto è crescere senza.
capisco che il divieto li renda "proibiti" e quindi attrattivi, ma questo vale per tutto, e già questi mostri big tech creano dipendenza, ansia, insicurezze.
@bbacc@mastodon.bida.im
Che poi, IMO, ci sarebbero motivi sufficienti per bannare quelle piattaforme lì dal continente, piuttosto.
Ma sogno, lo so.
@bbacc@mastodon.bida.im tutto giusto, a mio avviso il legislatore dovrebbe però in aggiunta limitare la quantità immensa di pubblicità che viene veicolata dai social commerciali.
Le televisioni commerciali e pubbliche hanno una simile limitazione su tempi/durata/contenuto che le piattaforme assolutamente non hanno.
Poi in tutto ciò è mio personale parere che i minori non dovrebbero proprio avere un cellulare, e non comprendo come si sia così normalizzato il fatto di averlo.
Ma vabbè sarò radicale.
@bbacc@mastodon.bida.im
Il legislatore non dovrebbe subentrare impositivamente al ruolo educativo della famiglia, a meno di non decretare che la famiglia sia totalmente inetta in tale ruolo.
Ma ciò comporterebbe che la famiglia sarebbe da ritenere inetta anche per altre cose, tipo votare responsabilmente…
Si scoperchierebbe un vaso di Pandora.
@GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org difatti non entra in merito al ruolo educativo, perché un genitore può comunque lasciare che il figlio usi i social media tramite il proprio account.
Quello che fa è dare una regola generale, ovvero decide pubblicamente che quello dei social media non è un ambito adatto a chi è in età dello sviluppo sotto i 15 anni, e sinceramente sono d'accordo.
Anche vendita di alcol e sigarette sono vietate ai minori di 15 anni, se poi si vuole far assaggiare un po' di vino al bimbo, si fa, ma ritengo che sia corretto che gli esercizi pubblici non vendano questi prodotti ai bambini
@bbacc@mastodon.bida.im
Già mio nonno, classe 1886, si era premurato di spiegare alle figlie che tutto quanto vedevano al cine era pura finzion, e che quindi non avrebbero dovuto prenderlo sul serio.