@sabrinaweb71@sociale.network @LaVi@livellosegreto.it Io so solo che una volta, da un posto diverso da dove lavoro io, una persona mi chiese "dovremmo assumere più disabili, ci piacerebbe autistici o con disabilità multiple"... Io conoscevo il posto, e ho risposto solo: "ti droghi?"
Se neanche hai il bagno a norma, se sei un open space pieno di luci e rumori, dove cazzo vuoi andare? Per cui, sì. Che una persona con disabilità debba saper lavorare, è il minimo sindacabile.
@elettrona@poliversity.it @sabrinaweb71@sociale.network "ci piacerebbe autistici o con disabilità multiple" è raccapricciante! La tua risposta è stata fin troppo educata, secondo me.
@oblomov@sociale.network @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @LaVi@livellosegreto.it @sabrinaweb71@sociale.network Mi fa un sacco arrabbiare la mancanza di figure attente davvero; chi conosca l'inclusione per quella che è, quali sono le migliori pratiche. Per cui, in qualsiasi ambito se ne parli, viene sempre fuori il tokenismo. Cioè diventare dei simboli. Quindi in ambito lavorativo, sportivo, ecc... Non sei più una persona che ha lottato per arrivare a un obiettivo. Sei il simbolo che rappresenta l'azienda / squadra / linux user group o dovunque vuoi andare... "quanto bravi siamo che abbiamo accettato [gruppo a caso]"
Bebe Vio è l'esempio lampante di tokenismo; non perché lei lo sia, ma perché l'hanno fatta diventare tale. Poi certo da adulta ha scelto, ma quella volta in cui ha fatto in tv "la vita è una figata" e l'hanno messa conduttrice, io l'ho compatita. E pensare che qualcuno dice anche a me "parlassi di più della disabilità, avresti più successo" - cosa sono io? Una puttana?