Brutkey

LaVi
@LaVi@livellosegreto.it

@elettrona@poliversity.it lo vado predicando da decenni che, pur donna, sono contraria alle "quote rosa".
Una persona dovrebbe essere assunta perché competente e adatta al ruolo, non perché vagina munita, o con un determinato colore epidermico, o con un orientamento sessuale anziché un altro.
Abbiamo avuto per secoli maschi bianchi eterosessuali preferiti ad altri candidati solo perché tali, non è certo ribaltando il parametro che le cose miglioreranno.

Sabrina Web :privacypride: 📎📎
@sabrinaweb71@sociale.network

@LaVi@livellosegreto.it @elettrona@poliversity.it il discorso è più complesso, perché le quote rosa dovrebbero servire a dimostrare che le donne possono fare determinati lavori e far abituare la gente all'idea, sapevo di paesi dove le avevano tolte perché comunque si assumevano donne in modo organico. Poi ci sono quelli che ai colloqui agli uomini come prima domanda chiedono delle loro esperienze e alle donne della loro situazione sentimentale/familiare. Questo è un problema che non risolvi con le quote rosa


Elena Brescacin
@elettrona@poliversity.it

@sabrinaweb71@sociale.network @LaVi@livellosegreto.it Idem le prese in giro alle persone non etero, o a quelle nere; lo stesso le aziende che assumono disabili, e non risolvono le barriere architettoniche. Assumere donne e pagarle poco / non dare loro posizioni di responsabilità, vanifica tutti gli sforzi.
Poi mettici pure che certi si vantano delle "quote" diversità, poi ti trovi una persona bipolare sotto farmaci, o con HIV, o trapiantata o sotto chemio... che vede chi non si sente a disagio a dire "sono lgbt, indu buddista ebreo musulmano" però dire "vivo con l'HIV" non lo dici perché temi lo stigma.

LaVi
@LaVi@livellosegreto.it

@sabrinaweb71@sociale.network esattamente. Mentre, se si facesse come vorrei io e si considerassero solo persona e capacità, il problema non si porrebbe proprio.

@elettrona@poliversity.it

Elena Brescacin
@elettrona@poliversity.it

@LaVi@livellosegreto.it @sabrinaweb71@sociale.network Il valore fondamentale è assumere per le proprie capacità professionali, ma allo stesso tempo non deve metterti a disagio parlare coi colleghi di chi sei.
Io non condivido quelli che dicono "adesso ti presenti, dici chi sei" e parte tutto il teatrino stile alcolisti anonimi. Deve essere lo spirito tra colleghi che ti fa sentire a tuo agio.
Capiamoci, non devi dire "io sto con un partner maschio / una partner donna" ma se tipo in pausa caffè racconti "sono uscito col mio compagno a vedere i tizi che suonavano la tromba", nessuno ti deve guardare storto. Se a una cena aziendale apri il marsupio e prendi il flacone di farmaci, non devi fare sotterfugi perché gli altri non lo vedano, così da evitare che si mettano a googlare e dire "ah, sì, po'ro ragazzo, c'ha l'accaivvù" o riempirsi di amuchina fino alla spalla appena giri gli occhi. Questa roba qua, non la impari col diversity program. O meglio, non serve SOLO quello.

Elena Brescacin
@elettrona@poliversity.it

@LaVi@livellosegreto.it @sabrinaweb71@sociale.network Il valore fondamentale è assumere per le proprie capacità professionali, ma allo stesso tempo non deve metterti a disagio parlare coi colleghi di chi sei.
Io non condivido quelli che dicono "adesso ti presenti, dici chi sei" e parte tutto il teatrino stile alcolisti anonimi. Deve essere lo spirito tra colleghi che ti fa sentire a tuo agio.
Capiamoci, non devi dire "io sto con un partner maschio / una partner donna" ma se tipo in pausa caffè racconti "sono uscito col mio compagno a vedere i tizi che suonavano la tromba", nessuno ti deve guardare storto. Se a una cena aziendale apri il marsupio e prendi il flacone di farmaci, non devi fare sotterfugi perché gli altri non lo vedano, così da evitare che si mettano a googlare e dire "ah, sì, po'ro ragazzo, c'ha l'accaivvù" o riempirsi di amuchina fino alla spalla appena giri gli occhi. Questa roba qua, non la impari col diversity program. O meglio, non serve SOLO quello.