@elettrona@poliversity.it
@damtux@feddit.it Hai ragione su questo, io ti parlo da persona che minimo minimo bazzica su internet con diversi progetti in mano, da una ventina d'anni. Non ho mai avuto business da gestire. Ma proprio perché le istanze italiane non vogliono commerciali, secondo me è giusto fare un, come si chiama... fair use, no, non ricordo, WordPress per le aziende lo fa - 5 per cento dei ricavi eventualmente su wordpress. Ma al parrucchiere Truccoparrucco del centro di Bugliano che ha quattro vecchiette e due drag queen (stereotipo messo apposta), non lo puoi chiedere
@damtux@feddit.it
certo, fair use.
E sono d’accordo sul parrucchiere.
Scendo ancora sul pratico in modo da far capire di cosa stiamo parlando. Una pasticceria che conosco (in una piccola cittadina sotto i 10000 abitanti) spende quasi 1000€ al mese di social, solo per avere visibilità (non ha più di 200-300 followers su Insta)…fa circa 8-10 post al mese e spendendo così per produrre contenuti professionali e per pubblicizzarli probabilmente pensa sia sufficiente. Il posto è sempre molto frequentato in effetti ma non penso che i social siano stati così determinanti, visto che è un’attività storica avviata ancora dalla generazione precedente.
Alcuni ragionamenti:
i 1000€ a me sembrano un tassa autoimposta, probabilmente evitabile e sicuramente almeno parzialmente reinvestibile in attività più “proficue” e pratiche
una parte di quella tassa potrebbe avere un utilizzo sicuramente migliore se destinata a sostenere il fediverso
è difficilmente ipotizzabile tornare a non avere una presenza nei social, come 10 anni fa, visto che l’80% di persone si aspetta ormai di trovarli. E quindi se social devono essere, almeno prendere in considerazione il Fediverso
le persone si aspettano di ricevere news su eventi, prodotti/servizi, orari di apertura tramite canali social o canali/stati Whatsapp/Telegram (e/o sito web e/o Maps?)
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