@Gianlu@redsnake.io
Il nuovo vocabolario Treccani è diventato troppo banale, non fa per @GustavinoBevilacqua@puntarella.party
"…Abbiamo definitivamente abbandonato il “vocabolariese”, quella sorta di linguaggio iniziatico che portava a definire una semplice vite come un «organo meccanico di collegamento, costituito da un gambo cilindrico o conico, sul quale è inciso un solco elicoidale il cui risalto (detto filetto o verme) va a impegnarsi tra i risalti di un solco analogo (preesistente o generato dalla sua stessa rotazione).»"
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La versione online non è d'accordo
vite 2 s. f. [v. vite1, per il filetto che ricorda il viticcio (lat. mediev. vitis)]. – 1. a. Nella tecnica, spec. delle costruzioni, organo meccanico, generalmente di acciaio o di ottone, usato per unire due o più pezzi con un collegamento che, all’occorrenza, può essere rimosso; è costituito da un gambo, cilindrico o conico, terminante con una testa (tonda, svasata, poligonale, ecc.) solitamente dotata di un intaglio (diritto, a croce, ecc.), e provvisto lungo la sua superficie laterale di un risalto elicoidale (filetto o verme), che si impegna, mediante rotazione impressa alla testa con il cacciavite o con speciali apparecchi meccanici, nel foro (madrevite) entro cui penetra la vite stessa: v. destra, sinistra, secondo che il filetto segua un’elica destra o sinistra; viti per metallo, per legno, rispettivam. adatte a essere impiegate per l’unione di pezzi metallici o di legno; v. lavorate, grezze, con riguardo alla precisione di lavorazione; v. autofilettanti, viti per metalli che creano la filettatura nel foro, inizialmente liscio, all’atto del montaggio. La vite è anche usata come macchina semplice (per es., nel torchio a vite), ottenendo una forza diretta secondo il gambo con l’applicazione alla testa di una forza diretta perpendicolarmente al gambo e spostata dallo stesso, tanto più efficace quanto maggiore è lo spostamento. Per l’espressione fig. giro di vite (dare un giro di v., qui ci vuole un giro di v.), v. giro, n. 2 a…