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In realtà gli scudi termici sono necessari anche per l’ingresso in atmosfera su Marte e sono un po’ più sottili che per la Terra, ma non tantissimo: per esempio, lo scudo termico del modulo di comando delle missioni Apollo aveva uno spessore variabile tra 1 e 7 centimetri a seconda della zona, mentre lo scudo termico delle missioni Curiosity e Perseverance aveva uno spessore più uniforme di poco più di 3 centimetri.
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Atterrare su Marte è quindi molto difficile, specialmente con veicoli spaziali pesanti, perché l’atmosfera non li rallenta abbastanza e servono comunque dei retrorazzi per completare la frenata, ma bisogna contemporaneamente gestire il surriscaldamento causato dall’impatto con l’atmosfera. Per di più la grande distanza da Terra rende impossibile intervenire in tempo reale dal centro di controllo: per questo si parla di “7 minuti di terrore”.
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