Brutkey

Fabrizio,
@phabrizio@social.vivaldi.net

Bisognerebbe istituire una giornata mondiale senza parole. Stare zitti, tutti, per ventiquattr'ore. Smettere di leggere e scrivere, di usare telefonini e computer. Non per meditare, tutt'altro. Per vivere. Per esistere accanto agli altri senza proteggersi, chiedere, rispondere. Al modo degli animali e degli alberi. Guardare il mondo sotto la crosta del linguaggio insegnerebbe a ogni uomo, donna e bambino che prima di tutto si esiste in mezzo ad altre cose, e che tra le cose che esistono c'รจ anche ciรฒ che si prova. Il silenzio ci insegnerebbe che cose come lo stupore, la paura e l'amore sono concrete e reali quanto uno struzzo, una banana o un'aringa. Tacere ci schiarirebbe per un giorno la vita, senza spiegarla.

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