@andrea_ferrero@sociale.network
L’umidità superficiale del corpo umano evaporerebbe rapidamente, ma gran parte dell’acqua contenuta all’interno resterebbe intrappolata. Una volta che il corpo fosse arrivato a zero gradi Celsius, l’acqua rimasta all’interno dovrebbe lentamente cedere all’esterno il calore latente di fusione/solidificazione e gli strati esterni già congelati funzionerebbero da isolante, rallentando ancora di più il processo.
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Se poi il corpo fosse esposto al Sole o a un’altra fonte di calore significativa, il congelamento diventerebbe ancora più lento o potrebbe non avvenire per niente.
Nonostante la realtà sia meno violenta dei film, se avete in programma una gita extra-atmosferica, indossate una buona tuta spaziale!
(fine)