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andrea_ferrero
@andrea_ferrero@sociale.network

Un altro problema tipico del vuoto è il rilascio delle sostanze intrappolate nei materiali, che possono sporcare i sensori e le lenti dei telescopi. Per questo motivo si tende a evitare alcuni materiali particolarmente soggetti a questo fenomeno, come cadmio e zinco.

Poiché i satelliti si trovano fuori dall’atmosfera, inoltre, sono esposti alle radiazioni provenienti dal Sole o da altre galassie, che possono danneggiare i circuiti elettronici, i sensori ottici e le protezioni termiche.


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Questo problema viene affrontato con diverse tecniche in contemporanea: si introducono schermature fisiche; si usano componenti appositamente progettati per essere particolarmente resistenti alle radiazioni; si usa la “ridondanza”, cioè si costruiscono due o più unità con la stessa funzione, in modo che se una di esse subisce un errore indotto dalla radiazione, le altre unità possano correggere il dato errato; infine si interviene a livello software per rilevare e correggere gli errori.

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Infine, un fenomeno poco noto provocato dall’esposizione al vuoto è il “cold welding”, la tendenza di due superfici pulite di metalli simili a saldarsi spontaneamente una volta a contatto nel vuoto. Il fisico Richard Feynman spiegava scherzosamento questo fenomeno dicendo che quando gli atomi dei due pezzi metallici sono a contatto senza essere separati da strati di ossidi o grassi, “non sanno” di appartenere a pezzi diversi e quindi si uniscono.