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andrea_ferrero
@andrea_ferrero@sociale.network

Gateway si troverà ben oltre la protezione fornita dalla magnetosfera terrestre, perciò gli astronauti non la abiteranno in modo continuo, ma per periodi limitati, a partire da 30 giorni per volta, e i primi esperimenti saranno dedicati soprattutto allo studio delle radiazioni.


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L’European Radiation Sensor Array misurerà le radiazioni cosmiche galattiche e le particelle energetiche solari per quantificare l'esposizione alle radiazioni per gli astronauti e l'hardware, un dato cruciale per progettare protezioni adeguate per le future missioni su Marte, che dureranno anni.

L’insieme di strumenti HERMES, fornito dalla NASA, studierà l’andamento del vento solare nel tempo.

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L’Internal Dosimeter Array valuterà gli effetti di questo ambiente sulla salute degli astronauti e le nuove tecnologie messe a punto per mitigare gli effetti negativi delle radiazioni durante le lunghe permanenze. Inoltre Gateway potrà servire come banco di prova per i futuri sistemi di supporto vitale rigenerativo, che dovranno garantire all’equipaggio un ambiente sicuro e confortevole e riciclare l’aria e l’acqua con la massima efficienza possibile.

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Infine, l’orbita NRHO potrà essere sfruttata per osservazioni astrofisiche non ostacolate dalla luce e dall'atmosfera terrestre.

Mancano due anni o poco più: con la prima base abitata al di fuori della magnetosfera terrestre si aprirà un nuovo capitolo nell’esplorazione del sistema solare.

(fine)