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@bbacc@mastodon.bida.im Non è un discorso semplice. Innanzi tutto bisognerebbe distinguere tra diagnosi e cura: anche non essendo d'accordo con gli psicofarmaci dati a qualunque età, già comunque sapere che la differenza c'è può essere importante nella vita (faccio esempi oggi meno controversi: mancinismo, daltonismo), anche solo per poter rispondere al «perché non fai/dici/vedi X» con un documentato «perché sono macino/salcazzo/daltonico».
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Sulla questione di certa faciloneria nel diagnosticare certi c.d. “disturbi del comportamento” senza guardare a contesti familiari o sociali, o ad esperienze vissute (e.g. traumi) ci sarebbe pure molto da dire, e certamente la cura farmacologica come strategia di “togliamoci il pensiero per non affrontare il problema piú generale” è catastrofica. E questo è in primis un fallimento collettivo della società, ma anche sintomo dell'inevitabile decadimento qualitativo
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