Brutkey

CapeTaun
@capetaun@livellosegreto.it

Le parole sono la parte più comune della violenza di genere. Appiattire e degradare il genere femminile sempre e comunque, esaltare un modello maschile irraggiungibile e se non lo raggiungi vieni abbassato al femminile come se questo avesse meno valore.
Ragionare sulle parole ci porta a parlare di privilegio, di possibilità oltre allo stereotipo, di creare relazioni, anche di amicizia, in cui la cura è la base.
Le persone adolescenti ci arrivano, almeno nella teoria. Ma quello che mi dicono [3/4

CapeTaun
@capetaun@livellosegreto.it

alla fine del lavoro è "questo gioco potrebbe essere utile anche alle persone adulte".
Avete presente la piramide della violenza, no? Alla base ci sta anche questo. Scardinare questo lessico scardina un sistema che dà valore e poche possibilità al maschile, degradazione e inferiorità al femminile.

Bon, non so più dove andare a parare col discorso. Venerdì sera a Ranica (BG) proiezione di How To Have Sex e probabilmente ne parlerò in modo più ampio. Intanto buona lotta [4/4]


d10c4n3
@d10c4n3@kolektiva.social

@capetaun@livellosegreto.it vedo ben due "golem" e pure "emo" e "schiava", ("schivista" magari lo useranno da grandi) e "indigena" è proprio un controsenso, e non capisco, valgono solo al femminile?Nel gioco, sono esclusi gli insulti che vanno bene per qualsiasi genere? Comunque prendo atto con tristezza che sono rimasto indietro, ogni giorno una nuova conferma.