Dal labirinto convoluto ci trarrà fuori solo il filo di Arianna, ovvero il filo del discorso. Mettere in ordine, in sequenza idee e concetti per mettere in relazione parole e darci una direzione. L'ordine è una precedenza, come l'archeologo scava il presente, l'attuale e ne trae una sequenza di tempi e conseguenze, solo saremo noi meno confusi e guidati dal caos se nella realtà vedremo l'ordine, e la nostra confusione ribellione diverrà chiara constatazione e accettazione
Accettare è guardare, rifiutare è voltare lo sguardo
Ma non facciamoci confondere dai ruoli, non sono ruoli, accettare e rifiutare non sono ruoli, sono azioni e strade
Colui che si ribella (ruolo) non è colui che sbaglia, colui che accetta non è colui che è nel giusto.
Ribellarsi (azione) può essere l'inizio di una strada e accettare esserne la fine, ma se ci si ribella, o accetta, restando fermi e non agendo per la chiarezza, questo è ricadere nella confusione
Giudicare vuol dire imporre
Si è come i bambini che per guardare una farfalla la catturano e senza volerlo la uccidono
Guardare vuol dire accettare. Prima di guardare bisogna essere pronti ad accettare, lasciar così com'è, a debita distanza
L'ordine e la comprensione vengono dopo, prima bisogna creare una condizione interna di quiete e accettazione di tutto
Quiete attiva, attenta, e guardare gradualmente, altrimenti dopo la quiete il guardare sarà come una luce violenta e improvvisa, che acceca
Caos/ordine, morte/vita, quando le dicotomie hanno iniziato ad associarsi arbitrariamente?
E quando le stesse dicotomie si sono formate in modo così netto e arbitrario?
Non dobbiamo sciogliere questi grovigli di idee e liberarli nuovamente per avere una visione più gentile, anche verso noi stessi?
Ordine non è opposto di confusione, perché il mondo è e resta con-fuso, contro ogni ordine che vogliamo imporre. Ordine è accettazione della confusione, e giusta relazione delle cose