Brutkey

Maria Chiara Pievatolo
@mcp@poliversity.it

Open science, Kant scholarship and emancipation from digital minority.
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Maria Chiara Pievatolo
@mcp@poliversity.it

Siamo sicuri che versare decine o centinaia di milioni agli editori commerciali sia per leggere sia per scrivere (in accesso aperto) avvicini all'apertura della scienza? Una lettera di @aisa@poliversity.it alla #Crui: (1) versione breve (https://aisa.sp.unipi.it/contratti-trasformativi-perche-varrebbe-la-pena-discuterne/) (2) versione lunga (https://aisa.sp.unipi.it/contratti-trasformativi-una-lettera-aperta-alla-crui/) #openscience ?

Maria Chiara Pievatolo
@mcp@poliversity.it

Call for #OpenPeerReview: https://commentbfp.sp.unipi.it/maria-chiara-pievatolo-the-scale-and-the-sword-statal-science-and-research-evaluation/
We talk a lot about how research is evaluated. But we do not always ask who is entitled to evaluate research and what is the legitimacy (even from the perspective of
#openscience) of a system in which evaluation is in the hands of bureaucrats, or government-appointed researchers acting with bureaucratic power. The origin of the question is Italian, but its scope is global.
To contribute see the gray box at the bottom of
https://commentbfp.sp.unipi.it

Maria Chiara Pievatolo
@mcp@poliversity.it

"Perché la #valutazione ha fallito, Per una nuova #Università pubblica" https://www.morlacchilibri.com/universitypress/index.php?content=scheda&id=1209 - anche ad accesso aperto qui: https://www.morlacchilibri.com/universitypress/allegati/Santambrogio_Valutazione%20fallita_interno_interattivo%20sito.pdf


Maria Chiara Pievatolo
@mcp@poliversity.it

È uscito un numero speciale della storica rivista "Il ponte" dedicato a "Managerialismo neoliberale e #università" https://ilponterivista.com/speciale-universita-online-il-numero-1-2026/

Trovate alcuni degli articoli ad accesso aperto qui:
https://zenodo.org/communities/il_ponte_speciale/records
Se volete leggere quelli che non ci sono, chiedeteli agli autori

"Managerialismo" è un eufemismo. E "neoliberale" pure.

Maria Chiara Pievatolo
@mcp@poliversity.it

#scuola Sorveglianza di massa automatizzata, dati opachi e scuole-riformatorio segregate: gli studenti bollati come "fragili", invece di studiare, assaggeranno #softskills e metal detector - vale a dire rieducazione e sorveglianza poliziesca. È il Ministero dell'Amore?

@RossellaLatempa@mastodon.uno su https://www.roars.it/le-soft-skills-a-scuola-i-fragili-e-i-metal-detector/

Ma a che scopo raccogliere dati su tutta la popolazione studentesca dai 7 ai 18 anni? Perché misurare ogni anno per 2 milioni e mezzo di ragazzi: abilità cognitive espresse in termini di fragilità/adeguatezza/eccellenza, lingua parlata in casa, provenienza (paesi UE o extra UE), l’essere maschio/femmina, l’occupazione/disoccupazione e titolo di studio dei genitori, condizioni materiali familiari, ansia, aspettative future, tempi di risposta su piattaforma durante lo svolgimento dei test…?

Maria Chiara Pievatolo
@mcp@poliversity.it

RE: https://poliversity.it/@emama/115996714946368099

#torino Una questione di cornice: parlare di 50000 o parlare di 300? E perché non di 50000 e di 300?
@Nico_Piro@mastodon.uno https://nicopiro.substack.com/p/a-torino-la-folla-scompare

emama
@emama@poliversity.it

Rita Rapisardi giornalista freelance
Una testimonianza divergente ("eretica" per Nordio chissà?)sull'assalto al poliziotto a Torino.
...

Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del "poliziotto martellato", soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non citato, non pagato, il logo tagliato) che poi rimbalza ovunque.

La notizia in poco tempo diventa quella principale, oggi ci aprono i giornali, la premier in ospedale a stringere mani, dopo che a Niscemi si è fatta vedere dieci giorni dopo, ma non dalla popolazione per paura di contestazione.

Fortuna vuole che quella scena l'abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora più vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle, in mezzo al corso, diviso dalle barriere del tram. A quel punto della serata gli scontri stavano andando verso la conclusione, i manifestanti si erano dileguati da corso Regina, quello di Askatasuna, dove si sono svolti per la maggior parte, per scappare verso il lungo Dora attraverso i giardinetti che portano al Campus Einaudi.

Migliaia di persone si sono riversate in quel poco spazio e pian piano sono riuscite ad arrivare dall'altra parte, sulla Dora appunto, anche perché le forze di polizia arrivavano da entrambi i lati e la paura era quella di essere chiusi contro i cancelli, motivo per cui alcuni hanno aperto un varco tra le grate. Il tutto per fortuna si è svolto abbastanza tranquillamente, in molti urlavano di fare piano, con calma e non agitarsi. Nel frattempo continuava incessante il lancio dei lacrimogeni.

In corso Regina ormai erano in pochi. Sono tornata indietro per controllare, si parla di 20-30 persone al massimo. Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un'altro batte sull'angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto.

A questo punto vedo arrivare da sinistra una squadra di venti agenti in antisommossa che corrono per manganellare quei dieci più vicini, ormai deboli di numero. Sono pronta ad urlare "stampa", convinta le avrei prese anche io, abituata a vestirmi sempre di nero poi.

Uno di questi, esce dallo schieramento, parte da solo e si allontana di 15 metri, per inseguire un paio di persone, mi pare una avesse un'asta in mano. Le inizia a manganellare, uno finisce a terra. Altri manifestanti arrivano in soccorso prendono il poliziotto e lo sbattono via, lui cade a terra e da lì ci sono quei secondi immortalati dal video ormai virale. Perde casco non allacciato e poi i due colpi di martelletto (non martello).

Mi giro e guardo la squadra, nessuno arriva a salvarlo, eppure l'hanno visto. Intanto da dietro arrivano delle urla, "basta, basta, lasciamolo stare". I militanti si allontanano e finalmente arriva un collega. In due poi lo trascinano via. Doppia ritirata, a quel punto mi allontano anche io, non era rimasto più nessuno.

Cosa capiamo quando vediamo un video? Dov'è la nostra capacità di analisi? Quali domande ci facciamo? Cosa è successo prima, come interpreto quei pochi secondi, saranno tagliati ad arte? Ieri sera leggo "il poliziotto assaltato, circondato, preso e isolato".

Ci sono numerosi video di persone a terra circondate e manganellate quando sono a terra (anche fotografi, che non finiranno in home page), ho visto teste aperte, labbra spaccate, persone intossicate dal lacrimogeni che hanno vomitato in strada. Almeno in trenta sono andati negli ospedali torinesi, allertati la sera prima, l'ultima volta l'emergenza era stata data nel periodo Covid, per capirci. Molti altri curati sul posto, non si avvicinano ai pronto soccorsi per paura di denunce.

Ora al di là di tutto, questo volevo raccontare, solo perché ero lì, di analisi sulle violenze e il loro significato ne trovate altrove, non aggiungerò altro, possiamo parlarne di persona. La giornata di ieri invece la trovate sul giornale, scritta insieme a Giansandro Merli, o nei commenti.

#Torino #manifestazioneAskatasuna #scontritorino #ritarapisardi

La pagina di Rita Rapisardi
https://www.facebook.com/share/1AHwqrC4k2/

@news@feddit.it

Maria Chiara Pievatolo
@mcp@poliversity.it

#Barbero #referendum https://stanlec.blogspot.com/2026/01/censurato-alessandro-barbero.html Il problema non è che quanto dice Barbero sia vero o falso, ma che un tizio di nome Mark sia un oligopolista proprietario di uno spazio di discussione "pubblica" e si arroghi il diritto di stabilire che cosa è vero o falso e di decidere se farlo circolare o no. Il cosiddetto "fact-checking" in una situazione in cui gli spazi di discussione pubblica sono pochi e controllati da oligopolisti-oligarchi è soltanto una foglia di fico.

Maria Chiara Pievatolo
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Cambi di regime: https://themindness.substack.com/p/the-bunker-and-the-void-an-introduction

L'articolo cita questo brano, del quale indica la fonte e la data:

"Cognitive warfare positions the mind as a battle space and contested domain. Its objective is to sow dissonance, instigate conflicting narratives, polarize opinion, and radicalize groups. Cognitive warfare can motivate people to act in ways that can disrupt or fragment an otherwise cohesive society."

Perché una società in cui ci sono dissonanze, opinioni polarizzate, narrazioni in reciproco conflitto e gruppi radicali o radicalizzati dovrebbe essere qualcosa da temere e non invece un luogo di dibattito e di potenziale progresso? Perché menti esposte a un simile dibattito vengono rappresentate come campi di battaglia da livellare così da rendere la società un monolito "coesivo" come in "1984"?

E non credo proprio che il compito di che pensa e studia sia "assicurare il dominio cognitivo contro gli attacchi". Lo scopo di assicurare un dominio non ha a che vedere con la conoscenza, bensì, tutt'al più, con la propaganda, o peggio.

Maria Chiara Pievatolo
@mcp@poliversity.it

I governi italiani sulla #scienzaaperta fanno dichiarazioni. Su quella "sicura" si affrettano a battere i tacchi. Paola Galimberti, descrivendo un'iniziativa periferica, si chiede perché.

Presentazione dell'articolo:
https://btfp.sp.unipi.it/it/2026/01/paola-galimberti-e-sullistituzionalizzazione-periferica-e-frammentaria-della-scienza-aperta/

Articolo:
https://zenodo.org/records/18116026

Maria Chiara Pievatolo
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#Chatcontrol "Il Consiglio #UE mira a legalizzare in modo permanente un regime di sorveglianza di massa in cui:
La tecnologia ha tassi di errore a due cifre (Yubo).
L’efficacia (convinzioni) non è dimostrata.
La supervisione (raccolta dati) è disfunzionale
Gli obiettivi (chat crittografate) sono sempre più immuni."

https://pirati.io/2025/11/rapporto-di-valutazione-di-chatcontrol-la-commissione-ue-non-riesce-ancora-una-volta-a-dimostrare-lefficacia-della-sorveglianza-di-massa-di-foto-e-video-personali-intimi/

Questo argomento è solo secondario: anche un sistema efficiente, infatti, violerebbe il diritto a non essere sorvegliati senza motivato mandato dell'autorità giudiziaria.

È però molto utile per dimostrare che la protezione dei bambini è soltanto un pretesto al servizio del fine di ridurre tutti come bambini sotto la sorveglianza di un dispotismo paternalistico, reso totalitario dalla saldatura fra stati e monopoli privati.

E per di più la stessa autorità che si adopera per smantellare i diritti delle democrazie liberali cerca contemporaneamente di trascinare gli europei al suicidio bellico allo scopo (nominale) di difendere il medesimo ordine che sta cercando di distruggere.

Chi è il nemico più pericoloso?

Maria Chiara Pievatolo
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@DataKnightmare@mastodon.xyz su #digitalomnibus

Una volta che la Commissione
#EU tratta come "ricerca scientifica" qualsiasi attività che il sedicente ricercatore definisce tale - ivi compresa quella a scopo commerciale - e ciò può fungere da eccezione al GDPR, il #GDPR diventa lettera morta.

https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/europa-giu-le-mani-del-gdpr-ecco-i-rischi-che-corriamo/

Un esempio: questo progetto di sorveglianza a Trento, volto a identificare con i
#SALAMI (#AI) i comportamenti criminali dei pericolosi trentini che passavano per strada così da poterli prevenire, era un progetto di ricerca scientifica, finanziato dall'Unione Europea.

https://www.robertocaso.it/2024/02/05/verso-una-citta-smart-e-dispotica-no-del-garante-privacy-ai-progetti-marvel-e-protector-del-comune-di-trento/

Se il
#digitalomnibus fosse stato in vigore, avrebbe potuto essere sanzionato e bloccato dal Garante italiano?

Maria Chiara Pievatolo
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#Anvur Numerose associazioni scientifiche italiane, senza criticare il dispotismo, chiedono però che il despota sia Marco Aurelio invece che Commodo e che elargisca loro panem et circenses: https://www.scienzainrete.it/articolo/appello-lautonomia-finanziamento-e-dignit%C3%A0-delluniversit%C3%A0-e-della-ricerca/rete-delle

Battute a parte, come possono delle società
scientifiche accettare che la valutazione della ricerca sia fatta da un'agenzia amministrativa, invece che dalla collettività degli studiosi, e nello stesso tempo rivendicare la libertà di arte, scienza e insegnamento protette dall'articolo 33 della costituzione italiana?

Maria Chiara Pievatolo
@mcp@poliversity.it

#Elenamistrello La Francia respinge una pericolosa fumettista italiana invitata a un festival internazionale: https://www.articolo21.org/2025/11/fumettista-italiana-sgradita-in-francia-respinta-alla-frontiera/

E no, non è un fumetto.