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Le nostre capacitΓ tecnologiche superano di gran lunga la nostra capacitΓ politica di gestirle
Le nostre capacitΓ tecnologiche superano di gran lunga la nostra capacitΓ politica di gestirle
I truffatori sono talmente aumentati che si svilupperanno i truffatori dei truffatori
Verso il silenzio vanno le domande
E silenzio Γ¨ la risposta
Al silenzio i torti e le ragioni
E silenzio Γ¨ il giudizio
Il silenzio apre e chiude
E silenzio, se lo ascolti, Γ¨ tra inizio e fine
Nel silenzio cade tutto
Nel silenzio non c'Γ¨ niente
Ascoltiamo
il silenzio
Arrendendoci
andremo oltre
Il silenzio
ci aspetta
da sempre
ChissΓ se avremo una concezione spaziotemporale di internet, questo spazio semilibero invaso continuamente, come ad esempio lo abbiamo della storia dell'umanitΓ .
Simile alla storia e le lingue dei popoli, ad es. prima su internet c'erano i cacciatori raccoglitori, poi si è espansa l'agricoltura, la pastorizia, il cavallo, lì c'erano popolazioni di Neanderthal, poi sono arrivati i celti, i germani, i turchi, si parlava il fenicio, l'ugrofinnico, le tribù, i villaggi, le città ...
A un certo punto dell'evoluzione Γ¨ spuntata fuori questa cosa dell'identitΓ che ci consente di mantenere in esistenza questa parvenza di cose che siamo noi
Certo parvenza impermanente, perchΓ© prima eravamo altro (scimmie, rettili, vermi) e poi probabilmente saremo altro ancora (anche se non saremo davvero noi personalmente)
Parentesi:
Forse la vita Γ¨ un cammino (fallimentare?) verso la permanenza? O forse la permanenza (sopravvivenza) Γ¨ un'illusione, e lo scopo Γ¨ l'evoluzione? (Ma dove?)
Tutti hanno ragione
Nel senso non che tutti hanno una ragione morale, logica ecc, una ragione superiore, assoluta, che forse non esiste (non sempre almeno)
Tutti hanno una ragione per le loro azioni, per quanto abiette possano essere, tutti seguiamo un ciclo di motivi che ci portano ad agire come agiamo cui non riusciamo a distoglierci
Capire le ragioni degli altri Γ¨ un modo difficile di entrare in contatto e relazione con gli altri ma che va al di lΓ della reazione (data dalle nostre ragioni)
Giudicare vuol dire imporre
Si Γ¨ come i bambini che per guardare una farfalla la catturano e senza volerlo la uccidono
Guardare vuol dire accettare. Prima di guardare bisogna essere pronti ad accettare, lasciar così com'è, a debita distanza
L'ordine e la comprensione vengono dopo, prima bisogna creare una condizione interna di quiete e accettazione di tutto
Quiete attiva, attenta, e guardare gradualmente, altrimenti dopo la quiete il guardare sarΓ come una luce violenta e improvvisa, che acceca
Caos/ordine, morte/vita, quando le dicotomie hanno iniziato ad associarsi arbitrariamente?
E quando le stesse dicotomie si sono formate in modo così netto e arbitrario?
Non dobbiamo sciogliere questi grovigli di idee e liberarli nuovamente per avere una visione piΓΉ gentile, anche verso noi stessi?
Ordine non Γ¨ opposto di confusione, perchΓ© il mondo Γ¨ e resta con-fuso, contro ogni ordine che vogliamo imporre. Ordine Γ¨ accettazione della confusione, e giusta relazione delle cose
Accettare Γ¨ guardare, rifiutare Γ¨ voltare lo sguardo
Ma non facciamoci confondere dai ruoli, non sono ruoli, accettare e rifiutare non sono ruoli, sono azioni e strade
Colui che si ribella (ruolo) non Γ¨ colui che sbaglia, colui che accetta non Γ¨ colui che Γ¨ nel giusto.
Ribellarsi (azione) puΓ² essere l'inizio di una strada e accettare esserne la fine, ma se ci si ribella, o accetta, restando fermi e non agendo per la chiarezza, questo Γ¨ ricadere nella confusione
Giudicare vuol dire imporre
Si Γ¨ come i bambini che per guardare una farfalla la catturano e senza volerlo la uccidono
Guardare vuol dire accettare. Prima di guardare bisogna essere pronti ad accettare, lasciar così com'è, a debita distanza
L'ordine e la comprensione vengono dopo, prima bisogna creare una condizione interna di quiete e accettazione di tutto
Quiete attiva, attenta, e guardare gradualmente, altrimenti dopo la quiete il guardare sarΓ come una luce violenta e improvvisa, che acceca
Dal labirinto convoluto ci trarrΓ fuori solo il filo di Arianna, ovvero il filo del discorso. Mettere in ordine, in sequenza idee e concetti per mettere in relazione parole e darci una direzione. L'ordine Γ¨ una precedenza, come l'archeologo scava il presente, l'attuale e ne trae una sequenza di tempi e conseguenze, solo saremo noi meno confusi e guidati dal caos se nella realtΓ vedremo l'ordine, e la nostra confusione ribellione diverrΓ chiara constatazione e accettazione
Accettare Γ¨ guardare, rifiutare Γ¨ voltare lo sguardo
Ma non facciamoci confondere dai ruoli, non sono ruoli, accettare e rifiutare non sono ruoli, sono azioni e strade
Colui che si ribella (ruolo) non Γ¨ colui che sbaglia, colui che accetta non Γ¨ colui che Γ¨ nel giusto.
Ribellarsi (azione) puΓ² essere l'inizio di una strada e accettare esserne la fine, ma se ci si ribella, o accetta, restando fermi e non agendo per la chiarezza, questo Γ¨ ricadere nella confusione
Dal labirinto convoluto ci trarrΓ fuori solo il filo di Arianna, ovvero il filo del discorso. Mettere in ordine, in sequenza idee e concetti per mettere in relazione parole e darci una direzione. L'ordine Γ¨ una precedenza, come l'archeologo scava il presente, l'attuale e ne trae una sequenza di tempi e conseguenze, solo saremo noi meno confusi e guidati dal caos se nella realtΓ vedremo l'ordine, e la nostra confusione ribellione diverrΓ chiara constatazione e accettazione