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da @ossrepressione@sociale.network

La testimonianza di Rita Rapisardi giornalista de il manifesto da
#Torino al corteo per #Askatasuna

Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del "poliziotto martellato", soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non citato, non pagato, il logo tagliato) che poi rimbalza ovunque.

La notizia in poco tempo diventa quella principale, oggi ci aprono i giornali, la premier in ospedale a stringere mani, dopo che a Niscemi si Γ¨ fatta vedere dieci giorni dopo, ma non dalla popolazione per paura di contestazione.

Fortuna vuole che quella scena l'abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora piΓΉ vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle, in mezzo al corso, diviso dalle barriere del tram. A quel punto della serata gli scontri stavano andando verso la conclusione, i manifestanti si erano dileguati da corso Regina, quello di Askatasuna, dove si sono svolti per la maggior parte, per scappare verso il lungo Dora attraverso i giardinetti che portano al Campus Einaudi.

Migliaia di persone si sono riversate in quel poco spazio e pian piano sono riuscite ad arrivare dall'altra parte, sulla Dora appunto, anche perchΓ© le forze di polizia arrivavano da entrambi i lati e la paura era quella di essere chiusi contro i cancelli, motivo per cui alcuni hanno aperto un varco tra le grate. Il tutto per fortuna si Γ¨ svolto abbastanza tranquillamente, in molti urlavano di fare piano, con calma e non agitarsi. Nel frattempo continuava incessante il lancio dei lacrimogeni.

In corso Regina ormai erano in pochi. Sono tornata indietro per controllare, si parla di 20-30 persone al massimo. Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un'altro batte sull'angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto.

A questo punto vedo arrivare da sinistra una squadra di venti agenti in antisommossa che corrono per manganellare quei dieci piΓΉ vicini, ormai deboli di numero. Sono pronta ad urlare "stampa", convinta le avrei prese anche io, abituata a vestirmi sempre di nero poi.

Uno di questi, esce dallo schieramento, parte da solo e si allontana di 15 metri, per inseguire un paio di persone. Le inizia a manganellare, uno finisce a terra. Altri manifestanti arrivano in soccorso prendono il poliziotto e lo sbattono via, lui cade a terra e da lì ci sono quei secondi immortalati dal video ormai virale. Perde casco non allacciato e poi i due colpi di martelletto (non martello).

Mi giro e guardo la squadra, nessuno arriva a salvarlo, eppure l'hanno visto. Intanto da dietro arrivano delle urla, "basta, basta, lasciamolo stare". I militanti si allontanano e finalmente arriva un collega. In due poi lo trascinano via. Doppia ritirata, a quel punto mi allontano anche io, non era rimasto piΓΉ nessuno.

Cosa capiamo quando vediamo un video? Dov'Γ¨ la nostra capacitΓ  di analisi? Quali domande ci facciamo? Cosa Γ¨ successo prima, come interpreto quei pochi secondi, saranno tagliati ad arte? Ieri sera leggo "il poliziotto assaltato, circondato, preso e isolato".

Ci sono numerosi video di persone a terra circondate e manganellate quando sono a terra (non finiranno in home page), ho visto teste aperte, labbra spaccate, persone intossicate dal lacrimogeni che hanno vomitato in strada. Almeno in trenta sono andati negli ospedali torinesi, allertati la sera prima, l'ultima volta l'emergenza era stata data nel periodo Covid, per capirci. Molti altri curati sul posto, non si avvicinano ai pronto soccorsi per paura di denunce.

Ora al di là di tutto, questo volevo raccontare, solo perché ero lì, di analisi sulle violenze e il loro significato ne trovate altrove, non aggiungerò altro, quello lo facciamo di persona. La giornata di ieri invece la trovate sul giornale, scritta insieme a Giansandro Merli, o nei commenti.

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E lΓΌr ste brΓΊte lΕ“ge in gir per i salΓΉn ma num girum le betule in cerca del vin bΓΉn

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Ieri al bar un tizio con i calzini di spugna bianchi con il bordo blu ha detto che i millennial sono cringe nel vestirsi. Così a naso non è una questione di età

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Il calendario scolastico lo decide la ministra del turismo

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Ci tengo a dire che nella vita vera ho un soprannome e non un nickname

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Dopo le mie ultime, non proprio positive, esperienze con chi vive con gli animali sono giunto alla conclusione che, visto che essΙ™ non ne sono proprietariΙ™ e che sono parti della loro famiglia, sarebbe il caso, prima di affidare un essere vivente di qualunque tipo a chicchessia, che venga fatto un percorso attento di valutazione dell'adottante

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Ha la barba spaziale! #MastoCitazioniSbagliate

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CuriositΓ 

Quale dei seguenti strumenti di informazione (Radio, podcast, siti) non usereste mai ed evitate come la peste per informarvi sulle notizie di attualitΓ ? (Per capirci non ci sono Valigiablu o Jacobin perchΓ© fanno piΓΉ "riflessioni teoriche", Internazionale perchΓ© riprende notizie da altri quotidiani, ho escluso Repubblica o Corriere perchΓ© mi aspetto che sarebbero i meno consultati)

Sono possibili molteplici risposte e i boost sono graditi per aumentare la platea

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#MastoAiuto

A partire da sabato 17 gennaio, devo svuotare un piccolo appartamento a Bergamo. Vendo e/o regalo un po' di tutto dal divano e mobili a libri, cd, dvd e piatti posate e via dicendo. Se foste interessatΙ™ voi o associazioni o conoscenti: un messaggio privato, scambio contatti e ci accordiamo

Condivisione gradita

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Cernusco sul Naviglio, Penny Market. Addì 2 gennaio 2026