Brutkey

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Il primo piccolo problema per Debian 13 “Trixie”
Al momento del rilascio iniziale di Debian 13 “Trixie”, è stato segnalato un problema relativo ai file per l’installazione via rete, in particolare quelli associati al pacchetto debian-installer-netboot-images.

@linux@diggita.com #gnulinux #UnoLinux

https://www.laseroffice.it/blog/2025/08/11/debian-13-trixie-e-arrivata-guida-ai-primi-errata-e-aggiornamenti-necessari/

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ireneerre
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Domenica sera le IDF hanno ucciso 5 giornalisti, tra cui Anas al-Sharif, il reporter 28enne negli scorsi mesi diventato uno dei corrispondenti più importanti a documentare l’aggressione di Gaza da parte dei militari israeliani, vincendo un Pulitzer insieme al gruppo di fotoreporter che lavoravano da Gaza per Reuters. https://www.aljazeera.com/news/2025/8/10/al-jazeera-journalist-anas-al-sharif-killed-in-israeli-attack-in-gaza-city

Al–Sharif e i suoi colleghi sono morti in un attacco contro una tenda fuori dal cancello dell’ospedale al–Shifa, nel nord di Gaza.
Nel suo ultimo video si sentono i bombardamenti risuonare vicino alla sua tenda.

Sul suo account X un "ultimo messaggio e testamento":
“Affido a voi la Palestina, il gioiello della corona del mondo musulmano, il cuore pulsante di ogni persona libera in questo mondo... finché il sole della dignità e della libertà non sorgerà sul paese che ci è stato rubato.”

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Elena Rossini ⁂
@_elena@mastodon.social

ICYMI: earlier this week I wrote a blog post disclosing my tech stack… arguing that anyone who writes about technology should be transparent about the tools they use.

TL;DR: I’m doing well on the software front. Hardware? Not so much:
🍎🍎

🔗🔗: https://news.elenarossini.com/technofeudalism-disclosing-my-tech-stack/

Well, a few hours after publishing it, Tim Cook’s latest capitulation to the Authoritarian-in-Chief made front page news everywhere.

I can safely say my next laptop will be from
@frameworkcomputer@fosstodon.org

#resist

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Elena Percivaldi
@minimamedievalia@storiearcheostorie.com

Scavi Metro C a Roma: sotto piazza Venezia riaffiorano insulae romane e fornaci medievali





Elena Percivaldi

La realizzazione della stazione della
Metro C continua a restituire frammenti preziosi del passato. Gli ultimi scavi, condotti sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Speciale di Roma in Piazza Venezia, hanno portato alla luce strutture di età romana e medievale che gettano nuova luce sulla topografia storica dell’area.Lo scavo visto dal drone (foto ©©Soprintendenza Speciale Roma)





L’insula romana


Tra i ritrovamenti più rilevanti figura un
complesso edilizio a più piani di epoca tardo-repubblicana e primo imperiale, probabilmente una insula – ovvero un edificio abitativo destinato alle classi popolari della Roma antica, spesso con botteghe al pianterreno e appartamenti ai piani superiori. Questa tipologia architettonica, ricorrente nella Roma imperiale, testimonia la densità abitativa e la vitalità commerciale della zona, situata a ridosso dell’antica via Flaminia.Muro romano del I secolo a.C. (foto ©©Soprintendenza Speciale Roma)La via Flaminia nel Medioevo


Proprio del
tracciato medievale della Flaminia è stata rinvenuta una significativa porzione. A differenza del consueto basolato romano, la strada si presenta come una successione di strati di terra battuta, sovrapposti nel tempo per ovviare al degrado progressivo del manto stradale. È un segno tangibile della continuità d’uso dell’area nei secoli, sebbene con tecniche e materiali diversi.

Leggi anche

https://storiearcheostorie.com/2023/02/04/archeonews-scavi-metro-c-su-un-raffinato-vetro-dorato-riemerge-il-volto-della-dea-roma-simbolo-della-citta/Tratto della via Flaminia medievale (foto ©©Soprintendenza Speciale Roma)Dal marmo alla calce viva: le calcare medievali


Ancora più suggestivo è il ritrovamento di alcune
calcare medievali, rudimentali fornaci utilizzate per trasformare il marmo in calce viva. Questi impianti artigianali, posizionati strategicamente lungo la via per facilitare il trasporto dei blocchi lapidei, rivelano pratiche di riuso edilizio tipiche del medioevo, quando i resti degli antichi monumenti romani venivano sistematicamente spogliati per ricavarne materiali da costruzione.Le fornaci medievaliUna calcara

Come sottolinea l’archeologa
Marta Baumgartner, responsabile scientifica dello scavo, il ritrovamento di abitazioni di età imperiale offre un’occasione unica per approfondire la rete insediativa che circondava i grandi monumenti romani. L’area di Piazza Venezia, infatti, si configura sempre più come un palinsesto urbano in cui si sovrappongono edifici di diverse epoche – dagli antichi insediamenti ai palazzi moderni demoliti tra Ottocento e Novecento.Presto lo studio dei reperti


La
complessità stratigrafica dell’area impone cautela nell’interpretazione dei dati. Solo attraverso la prosecuzione degli scavi e lo studio approfondito dei reperti sarà possibile ricostruire in modo esaustivo l’evoluzione urbana della zona e, soprattutto, valorizzare i resti nell’ambito della futura stazione della Metro C.Sezione della stratigrafia della via Flaminia medievale (foto ©©Soprintendenza Speciale Roma)

Un intervento che, ancora una volta, dimostra come il sottosuolo romano continui a riservare
sorprese archeologiche di straordinaria importanza.

Fonte: Soprintendenza Speciale Roma



#archeologia #archeologiaUrbana #DanielaPorro #fornaciMedievali #insulaeRomane #MartaBaumgartner #MetroC #notizie #PiazzaVenezia #Roma #scavi #scaviArcheologici #SoprintendenzaSpecialeRoma #viaFlaminia

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Elena Percivaldi
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Massacro e cannibalismo nella Spagna neolitica: la famiglia di El Mirador sterminata 5.600 anni fa





Elena Percivaldi

Un capitolo truce e oscuro della
preistoria europea riemerge dalle profondità della grotta di El Mirador, nella Sierra de Atapuerca, nord della Spagna. Un nuovo studio, pubblicato su Scientific Reports, documenta il ritrovamento di resti umani cannibalizzati appartenenti ad almeno 11 individui – uomini, donne e bambini – vissuti circa 5.600 anni fa, nel pieno del Neolitico.Lavori di scavo archeologico nel sito di El Mirador. Autore: Maria D. Guillén / IPHES-CERCAPrima macellati e poi mangiati


Le ossa, rinvenute durante gli scavi condotti dall’
Istituto Catalano di Paleoecologia Umana e Evoluzione Sociale (IPHES-CERCA), presentano segni inequivocabili di macellazione : tagli da strumenti litici, morsi umani, fratture intenzionali per estrarre il midollo e tracce di bollitura.

Anche il
femore di un bambino fu frantumato allo scopo di estrarre il midollo, la prova agghiacciante che nessuno, nemmeno i più piccoli e indifesi, furono risparmiati. Ritrovato a El Mirador un femore umano di bambino, con impronte per estrarre il midollo osseo. Foto: IPHES-CERCA

Su
239 frammenti sono state individuate incisioni dovute a scorticatura e disarticolazione, sui crani c’erano fratture lunghe segno che la calotta era stata aperta per estrarre il cervello. Alcune ossa mostrano i tipici segni del “pot-polishing“, la lucentezza provocata dal contatto con recipienti in ebollizione, altri linee di calore da esposizione diretta al fuoco.

In
157 reperti sono state rilevate impronte di dentatura umana, a conferma che le carni furono effettivamente consumate.Segni di taglio su un osso nel piede di El Mirador. Foto: IPHES-CERCAUn gruppo familiare sterminato


Le analisi
al radiocarbonio collocano l’efferato episodio tra il 3709 e il 3573 a.C., nella fase finale di occupazione neolitica della grotta.
Gli studi
isotopici allo stronzio (⁸⁷Sr/⁸⁶Sr) indicano che le vittime erano tutte locali, probabilmente membri di un nucleo familiare allargato: tre erano bambini (età inferiore ai 7 anni), due adolescenti (14-17 anni), quattro adulti (20-50 anni) e uno era anziano (età superiore ai 50 anni). Frammenti di ossa umane cannibalizzate da El Mirador. Fonte: IPHES-CERCA

Impossibile ipotizzare una carestia, che avrebbe colpito soprattutto i più fragili. Molto più probabile che si trattasse di un
massacro intenzionale, confrontabile con altri episodi simili già documentati nell’Europa del Neolitico: due fra tutti, quelli di Talheim (Germania) o Els Trocs (Pirenei). Guerra tribale?


Il team guidato da
Francesc Marginedas (Università Rovira i Virgili) esclude che i resti abbiano a che fare con un rito funebre oppure che il cannibalismo sia stato dettato dalla necessità di sopravvivenza.

La
brutalità e la rapidità dell’evento, probabilmente avvenuto in pochi giorni, indicano piuttosto che si trattò di un atto di “warfare cannibalism”, una forma di violenza intercomunitaria (una “guerra tribale”) finalizzata a sterminare fisicamente un gruppo rivale e a cancellarne, anche simbolicamente, l’esistenza. Mascella umana “cannibalizzata” dalla grotta di El Mirador. Autore: IPHES-CERCA

Un tipo di conflitto spietato, che si spiega tenendo conto del contesto: nel
tardo Neolitico la progressiva espansione dell’agricoltura portò a crescenti tensioni tra i gruppi umani, generando conflitti anche molto violenti per il controllo delle risorse e delle terre coltivabili.El Mirador, un luogo dalla lunga memoria


Non è la prima volta che la grotta di El Mirador restituisce prove concrete di cannibalismo: già nei primi anni 2000 erano stati scoperti i resti di
sei individui della prima età del Bronzo (4.600-4.100 anni fa) con segni simili.

Oltre ad essere un luogo di sepoltura collettiva, El Mirador fu in vari momenti utilizzato anche per altre funzioni, ad esempio come
recinto per il bestiame, testimoniando un uso diversificato e continuativo nel tempo.

Leggi anche

https://storiearcheostorie.com/2025/07/25/freccia-violenza-preistoria-pirenei/Neolitico “violento”


Il caso di El Mirador si aggiunge alle sempre più numerose prove di
violenza organizzata nella preistoria europea: raid, massacri di villaggi, pratiche di cannibalismo bellico.

Nella penisola iberica, come nel resto del continente, la transizione dall’economia di
caccia-raccolta a quella agricola non portò dunque solo innovazione e crescita, ma anche conflitti sanguinosi. Che talvolta – come in questo caso – sfociarono in veri e propri massacri. Da sinistra a destra: Palmira Saladié, Antonio Rodríguez-Hidalgo e Francesc Marginedas, autori principali dello studio. foto IPHES-CERCA

Fonte: Saladié, P., Marginedas, F., Rodríguez-Hidalgo, A. et al. (2025). Evidence of Neolithic cannibalism among farming communities at El Mirador cave, Sierra de Atapuerca, Spain. 
Scientific Reports. DOI: 10.1038/s41598-025-10266-w



#archeologia #cannibalismoPreistorico #ElMirador #FrancescMarginedas #InEvidenza #IPHESCERCA #massacriNeolitici #neolitico #notizie #Preistoria #scaviArcheologici #ScientificReports #SierraDeAtapuerca #Spagna #studi #violenzaPreistorica #warfareCannibalism

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“Maestri è ambizioso, narcisista, polemico, geloso, invidioso, sensibile e intollerante verso chi è più forte di lui. Ma allo stesso tempo è generoso come pochi, lucido, forse ingenuo, sensibile al punto da farsi male con uno spillo, illuso da certi valori in cui crede e che forse non esistono. Maestri ha iniziato ad arrampicare e voleva essere il più forte, ed era ansioso di dimostrarlo...”
#alpinismo #storia
https://www.sherpa-gate.com/grandi-storie/cesare-maestri/

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Your body thinks as much as your mind
Thinking is embodied, spatial, and outside your head.
https://iai.tv/articles/your-body-thinks-as-much-as-your-mind-auid-3282

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How platforms are reshaping the geographies of sex work.
https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/23268743.2025.2512825#abstract