In arrivo la 'tassa' sullo spazio #cloud dove conserviamo le foto e i video scattati con il nostro smartphone durante le vacanze per non intasare la memoria del telefono. Il governo è pronto a estendere il compenso per copia privata per la riproduzione di musica e video alla "memoria in cloud o spazio di memorizzazione in cloud'. Il pagamento di tale compenso quando si acquista un pc, un telefono o un tablet, permette al consumatore di riprodurre legalmente opere audio e video protette da diritto d'autore per solo uso personale e da fonti legittime. Pertanto l'utente pagherebbe due volte e a prescindere da quello che archivia nel cloud.
https://www.agi.it/economia/news/2026-02-25/cloud-spazio-tassa-gigabyte-35798113/
All’inizio ho preso il T-Deck Plus perché era impossibile non farlo.
Schermo, tastiera, aria da communicator fantascientifico… lo accendi e dopo cinque minuti stai già parlando via radio senza Internet. È il dispositivo che ti fa dire: ok, questa cosa è bellissima.
Ed è lì che inizi davvero.
All’inizio lo vivo come una chat alternativa. Provo, cammino, ascolto, guardo chi compare sulla mappa. Mi sento un esploratore radio moderno. Tutto perfetto.
Poi arriva la prima realizzazione.
#Meshtastic non è una chat.
È una rete.
E una rete non esiste quando io sono online… esiste quando qualcuno rimane acceso anche mentre io non ci sono.
Il T-Deck è fantastico, ma quando lo spengo sparisco anch’io dalla mesh. È un terminale, non un’infrastruttura.
A quel punto cambio mentalità.
Non mi serve più solo qualcosa da usare.
Mi serve qualcosa che resti lì.
Nasce così l’idea del nodo fisso.
Un dispositivo silenzioso, sempre acceso, che ascolta e rilancia segnali anche mentre sto facendo altro, dormendo o lavorando. Non un gadget, ma un pezzo di rete.
Ed è qui che capisco perché quasi tutti fanno lo stesso percorso: prima comprano un device “divertente”, poi inevitabilmente aggiungono un nodo stabile.
Perché appena accendi un nodo fisso succede qualcosa di strano.
Compaiono nodi che prima non vedevo.
I segnali arrivano più lontano.
Qualcuno mi intercetta senza che io faccia nulla.
La mesh continua a vivere anche senza di me.
In quel momento smetto di usare Meshtastic come utente e inizio a pensarla come infrastruttura.
Non sto più solo partecipando.
Sto contribuendo a costruire la rete.
E mi rendo conto che questa cosa mi è già familiare.
Prima tenevo accesi server nel Fediverso perché le comunità esistono solo se qualcuno mantiene l’infrastruttura viva. Ora sto facendo la stessa identica cosa… ma fuori da Internet.
Prima gestivo nodi digitali.
Adesso sto accendendo nodi nell’aria.🙏
📡
Chiamata alle armi (radio) da Taranto!
Domanda seria ma con spirito leggero… c’è qualcuno in zona Taranto che sta usando Meshtastic?
Sto valutando di piazzare un nodo qui, magari anche con installazione fissa, ma prima vorrei capire se sto per contribuire a una rete viva oppure se finirò a mandare messaggi nel vuoto cosmico parlando con me stesso 😄
In teoria so già abbastanza come funziona tutto il mondo LoRa e mesh. Ho anche la patente di radioamatore… però la licenza del nominativo credo sia scaduta nell’era geologica precedente, quindi niente esperimenti da OM, mi interessa esclusivamente la rete libera sui 868 MHz.
L’idea sarebbe semplice:
accendere un nodo, contribuire alla copertura locale e vedere nascere qualcosa anche qui nel profondo Sud.
Quindi chiedo:
qualcuno a Taranto o dintorni sta già usando Meshtastic?
Esistono nodi attivi?
Vale la pena accendere il faro mesh oppure rischio di diventare il primo eremita digitale della città?
Se ci siete, fatevi vivi.
Se non ci siete… potrei essere io il pazzo che inizia 😎
📡
📡
Non è un addio… è un upgrade di missione 😄
Riagganciandomi al mio recente richiamo radiofonico alle armi da Taranto…
tranquilli.
NON sto abbandonando il #Fediverso.
Non potrei nemmeno volendo.
Mi piace troppo stare dietro ai miei server, aggiornarli, proteggerli, coccolarli come bonsai digitali.
#Snowfan resta casa, responsabilità, divertimento e soprattutto comunità.
Però… ogni tanto nella vita di un sysadmin succede qualcosa.
Si accende una lampadina.
O meglio… un beacon.
Ho scoperto che qui dalle mie parti la rete #Meshtastic praticamente non esiste.
E allora il cervello ha fatto click:
E se invece di cercare una rete… iniziassi a crearla?
Quindi sì, se nei prossimi tempi mi leggerete un po’ meno:
– non sono sparito
– non sono migrato su Marte
– non sto facendo il monaco digitale
Sto semplicemente entrando in fase studio e raccolta materiale:
nodi LoRa, antenne, test strani, esperimenti improbabili e scatole elettroniche che compariranno misteriosamente in casa.
Obiettivo dichiarato, accendere il primo faro mesh locale e vedere se nel profondo Sud nasce qualcosa.
Il Fediverso resta il mio villaggio.
Ma ora ho trovato una nuova quest secondaria… portare la mesh dove la mesh ancora non c’è.
Quindi niente panico se mi vedete meno online…
probabilmente sono solo sul balcone a fissare un’antenna chiedendole di parlare con l’universo.
Ci risentiamo presto… magari anche via radio 📡
😎
.
📡
Chiamata alle armi (radio) da Taranto!
Domanda seria ma con spirito leggero… c’è qualcuno in zona Taranto che sta usando Meshtastic?
Sto valutando di piazzare un nodo qui, magari anche con installazione fissa, ma prima vorrei capire se sto per contribuire a una rete viva oppure se finirò a mandare messaggi nel vuoto cosmico parlando con me stesso 😄
In teoria so già abbastanza come funziona tutto il mondo LoRa e mesh. Ho anche la patente di radioamatore… però la licenza del nominativo credo sia scaduta nell’era geologica precedente, quindi niente esperimenti da OM, mi interessa esclusivamente la rete libera sui 868 MHz.
L’idea sarebbe semplice:
accendere un nodo, contribuire alla copertura locale e vedere nascere qualcosa anche qui nel profondo Sud.
Quindi chiedo:
qualcuno a Taranto o dintorni sta già usando Meshtastic?
Esistono nodi attivi?
Vale la pena accendere il faro mesh oppure rischio di diventare il primo eremita digitale della città?
Se ci siete, fatevi vivi.
Se non ci siete… potrei essere io il pazzo che inizia 😎
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Fin dalle origini della rete, l’anonimato e la pseudonimia hanno rappresentato strumenti essenziali per garantire libertà di espressione e partecipazione. In molti contesti, soprattutto per attivisti, giornalisti investigativi, whistleblower o persone in condizioni vulnerabili, la possibilità di esprimersi senza esporre la propria identità legale non è un lusso, ma una condizione necessaria per evitare ritorsioni. Eppure, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha battuto i pugni sul tavolo: “voglio vedere nomi veri su Internet. Voglio sapere chi sta parlando“.
#anonimato
https://www.ilsoftware.it/basta-nickname-nomi-e-cognomi-su-internet-ecco-chi-lo-vuole/
Quando una voce così, incontra questa chitarra, può uscire solo questo.🎸
😎
Zucchero & Mark Knopfler- Who Will The Next Fool Be ?
#nowplaying
https://www.youtube.com/watch?v=72rmYneqq5I&list=RD72rmYneqq5I&start_radio=1
Ogni volta che si parla di messaggistica saltano fuori sempre i soliti nomi, WhatsApp, Telegram, Signal…
Eppure esiste una rete di chat alternativa, libera e federata, di cui si parla ancora troppo poco, #Matrix.
🔹
Decentralizzato
Matrix non è “un’app”, è un modo di far parlare tra loro tanti server diversi.
Ognuno può scegliere il proprio server, o farsene uno, e chattare comunque con chi sta su altri server. Un po’ come le email, Gmail, Proton o il tuo dominio… ma tutti possono scriversi lo stesso.
Risultato, non c’è un’azienda sola che controlla tutto.
E già che ci siamo, sì, puoi aprirti il tuo server. Però non lamentatevi poi delle risorse se per quattro gatti installate #Synapse, che è un transatlantico.
Se vi basta qualcosa di più leggero, valutate #Conduit, più spartano ma leggerissimo. Io uso quello e ci ospito tranquillamente una dozzina di persone.
🔹
Open-source e standard aperto
Le specifiche di Matrix sono pubbliche, e ci sono server e app open-source.
Vuol dire che comunità, PA, aziende e singoli possono usare Matrix senza essere legati a un fornitore unico.
Se domani un server chiude, il protocollo resta e puoi spostarti altrove.
🔹
Crittografia e privacy
Matrix supporta la crittografia end-to-end, i messaggi vengono cifrati in modo che solo mittente e destinatari possano leggerli, non i server intermedi.
In pratica, i tuoi messaggi viaggiano “in chiaro” solo sui tuoi dispositivi e su quelli delle persone con cui parli.
Perché nel frattempo tutti continuano a usare le solite app centralizzate?
Perché sono comode, perché “ci sono tutti”… e perché chi le gestisce ha soldi da investire in pubblicità.
Ma se ti interessa davvero controllare dove finiscono i tuoi dati, poter scegliere il tuo server e non dipendere da una sola azienda, vale la pena dare un’occhiata a Matrix e alle app che lo usano, Element, Cinny, FluffyChat e tante altre.
https://matrix.org/
#X down oggi 16 febbraio 2026 esattamente un mese dopo il precedente caso del 16 gennaio scorso. Il social network una volta noto come Twitter presenta malfunzionamenti diffusi in tutto il mondo, Italia inclusa, che si manifestano con un'impossibilità di utilizzare la piattaforma da app Android e iPhone così come da browser su pc. Come confermato su Downdetector, molti utenti lamentano il disservizio iniziato verso le ore 14.30, che si estende anche alla messaggistica interna e anche a Grok. Non ci sono ancora motivazioni né comunicati ufficiali.
https://www.wired.it/article/x-down-problemi-non-funziona-16-febbraio-2026/
Piccola pulizia di primavera su #snowfan.it
In questi giorni ho fatto un po’ di ordine negli account, ho lasciato attivi solo quelli che almeno hanno scritto o condiviso un post.
Ho cancellato anche l’account della mia compagna, mi ha detto che non le piace e fine della storia, zero drammi ❤
️
Visto che non siamo un’istanza pubblica e non ci interessano le “belle statuine” ferme in vetrina, mi sembra una scelta coerente.
Per chi preferisce guardare e basta, nessun problema, nel #Fediverso c’è posto ovunque e ci sono tante istanze perfette per quello.
Noi intanto snelliamo un po’ le risorse del server, anche se è già sovradimensionato, e restiamo concentrati sulla famiglia snowfan. 🙏
#Snowfan oggi compie 2 anni 🎉
Due anni di viaggio nel #Fediverso, prima fino a novembre 2025 sotto masto.host, poi il grande salto su .it, per una vera autonomia gestionale, perché qui ci piace avere il timone in mano e la rotta ben chiara.
In questi due anni abbiamo sempre detto una cosa semplice, qui è un po’ come una famiglia. Ormai ci conosciamo, ci leggiamo, ci rispondiamo, ci capiamo anche quando non siamo d’accordo. E quindi sì, è normalissimo che ogni tanto qualcuno, per mille motivi, abbia voglia di cambiare istanza. È lecito, è umano e spesso è pure una cosa positiva. Il Fediverso è anche questo.
Quello che però stona è un altro copione, che ogni tanto torna come un boss di fine livello. Sparire di colpo, riapparire altrove, senza una parola, senza un saluto, senza niente. Non serve una spiegazione, non serve un romanzo, non serve un processo. Bastava anche solo un “ciao”, un cenno del mantello, un’uscita di scena con stile.
Noi non collezioniamo figurine, non facciamo numeri, non misuriamo il valore delle persone a colpi di follower. Però un saluto, quello sì. Quello lo avremmo davvero gradito.
Detto questo, fine del sermone e via. Io torno al mio solito lavoro nel Fediverso che amo, con server, idee, incastri, manutenzioni e un pizzico di follia come da tradizione. 🚀