Certe volte vorrei raccontare dell'ambiente artistico in cui sono cresciutə, che era importante a Verona, negli anni 70...o forse no, perchè nel bene o nel male non se li ricorda più nessuno.
Io me li ricordo, ho delle cose, dei quadri, delle memorie e una vagonata di malinconia.
Oggi m'è venuto in mente Quirino Sacchetti: era un futurista, poeta e pittore, cinquant'anni fa mi ha regalato un sonaglino d'argento.
Uhm...
per i miei post ho impostato che in caso di visibilità "solo followers" non si possa rispondere.
Il motivo è bloccare la propagazione dei thread con quella visibilità, che a mio parere funziona in modo del tutto illogico e crea thread spezzettati e monchi in giro per le timeline.
Se si vuole privacy è meglio usare "solo persone menzionate", secondo me.
Insomma, se non si riesce a rispondere a un mio post probabilmente è per quello.
L'anno scorso mi hanno regalato due voluminose matasse di lana rosa.
Io detesto il rosa.
Ogni tanto tiro fuori ste due matasse e penso cosa potrei farci...meh...
Il fatto è che il rosa è il colore dei miei che volevano farmi piacere il costume di carnevale da fatina (no, Zorro non puoi...va bene da damina spagnola allora? No, le damine spagnole non hanno la spada, però eh...non è rosa, guarda, è rosso).
Il colore delle scarpine di vernice che bisognava tener bene perchè erano un regalo ma io non ero capace di tenerle bene (ma guarda la tua amica che non si comporta sempre da maschiaccio e tiene le scarpine pulite!).
La collanina regalata alla comunione che ho finito per rompere per vedere se potevo usare le perline per fare altro.
..."e insomma mettiti questo e stai ferma porca miseria, chissà che per una volta non riesci a comportarti come una brava bambina".
Insomma è il colore dell'obbligo di fare finta di essere qualcosa che non sono, non sarò mai, non riesco a fingere di essere a meno di non stare fermə e zittə come una statua.
Nella mia esperienza essere non-binari è una cosa complicata da spiegare.
Non sono un uomo, non ho mai voluto un corpo maschile, non è mai davvero stata una questione fisica, più una faccenda di reazioni, movimenti, modo di esprimersi, preferenze istintive.
"Donna" non mi definisce.
C'è tutto un insieme immateriale di modi di essere femmina (e no, non è una questione di stereotipi, è molto più profondo di così) che io non ho, non ce li ho, ma neanche li voglio e non li so fingere e ad un certo punto della vita ho capito che a forza di provare a fingerli, come se impersonassi un ruolo tutte le volte che uscivo di casa, mi stavo facendo del male.
Il fatto che guardandomi la maggior parte delle persone si aspetta istintivamente un modo di essere rispetto al quale io sono e sarò sempre fuori sincrono, non è un mio problema da risolvere. Dal momento che non sto facendo del male a nessuno con la mia esistenza, sta agli altri accettarmi o meno.
Infatti ho pochi amici, quelli a cui il mio "fuori sincrono" sta bene.
...
E però fai l'uncinetto.
Ecco, l'uncinetto è una cosa a cui sono arrivatə dopo tutto il percorso mentale di cui sopra.
Personalmente credo che sia un po' una boiata distinguere attività maschili e attività femminili, quindi rifiutarmi di fare una cosa che mi piace perchè etichettata come femminile è scemo.
L'uncinetto è una forma, spesso sottovalutata, di artigianato artistico che mi piace perchè mi permette di esprimere la mia creatività, che altrimenti è abbastanza repressa.
Però so anche come si fa a collegare i fili elettrici al frutto di un interruttore e come montare una presa elettrica, volendo e non è mai terminato il mondo per la collisione di queste due abilità incompatibili.
Nota:
quando la nipote ha messo al mondo i due umani piccoli le ho regalato due coperte all'uncinetto fatte appositamente con tutti i colori dell'arcobaleno.
No ma di GitHub impestato com'è che nessuno ne parla?
Luna fa cose.
stamattina ho questo motivetto che mi gira in testa sulle note di Jhonny Bassotto.
...chi ha spostato la mia ciabatta...
...chi lo sa...
...chi è saltato sulla credenza...
...chi sa-rà...
...chi ha lasciato l'acqua aperta e allagato tutto il bagno
chi ha rubato le crocchette alla povera Picù...
Teddy Batuffolo
È un gran pastruffolo...
e via così 😄
Buondì. ❤
️
La mia prima gatta si chiamava Meo, avevo 9 anni, ma non è di lei che voglio parlare.
La mia seconda gatta, 10 anni dopo, si chiamava Minù e dei suoi quattro gattini ne abbiamo tenuto una, la Nera.
La Nera mi amava in modo assoluto, incondizionato e felino.
Quando facevo il bagno andava in allarme e cercava disperatamente di salvarmi da annegamento certo, se facevo la doccia era una tragedia.
Dormiva sul mio cuscino, di fianco a me e guai se mi spostavo.
Non eravamo molto competenti in gatti, allora: è andata in calore, è fuggita, l'abbiamo cercata per giorni. L'ho trovata nel soppalco della mia vecchia casa, sconvolta. L'ho presa avvolgendola in una coperta perchè non mi graffiasse e portata a casa. Poi l'ho portata dal veterinario e l'ho fatta sterilizzare.
Dopo...ha abortito i gattini sul mio letto.
Cinque piccoli cosini, grandi come fagioli, messi in posizione fetale come piccoli gattini che dormono.
Fate un favore alle vostre gatte: sterilizzatele al momento giusto.
Insomma abbiamo fatto l'ecografia alla gatta Picù ❤
️ e siamo ancora qui per raccontarlo!
La gatta Picù non sta benissimo, ma al momento non sta neanche malissimo.
Ha bisogno di una dieta molto specifica, cortisone e vigile attesa.
A metà dicembre, salvo emergenze, si ricontrolla (ma questa volta senza ecografia).
Nel frattempo le creature crescono...
un mese fa quel cuscino gli stava largo!
La gatta Picù mi guarda con uno sguardo da "ma si potrebbe fare uno spuntino? Di solito non facciamo uno spuntino a quest'ora?"