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Usare software legittimo per hackerare gli utenti: alcuni aggressori sfruttano lo strumento forense Velociraptor per distribuire Visual Studio Code per il tunneling C2


I ricercatori di sicurezza informatica hanno richiamato l'attenzione su un attacco informatico in cui sconosciuti autori di minacce hanno implementato uno strumento open source di monitoraggio degli endpoint e di analisi forense digitale chiamato
#Velociraptor , dimostrando il continuo abuso di software legittimo per scopi dannosi.

thehackernews.com/2025/08/atta…

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Storm-0501: Quando il Ransomware si sposta nel Cloud

Microsoft lancia l’allarme: il gruppo di cybercriminali
Storm-0501 si è evoluto. Niente più attacchi “classici” alle macchine on-premise, niente più ransomware che cripta file locali. Ora la minaccia si sposta direttamente sopra di noi, nel cloud, là dove molte aziende pensavano di essere al sicuro.

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Il passaggio è epocale: non servono più gli eseguibili malevoli che infettano server e PC. Storm-0501 oggi sfrutta le stesse funzionalità native del cloud per fare il lavoro sporco. Si parla di:
Esfiltrazione massiva di dati direttamente da Azure.ezstandalone.cmd.push(function () { ezstandalone.showAds(612); });
Distruzione di backup e snapshot per impedire qualsiasi tentativo di recupero.
Criptazione cloud-based tramite la creazione di nuovi Key Vault e chiavi gestite, rendendo i dati inaccessibili alle vittime.

Il risultato? Una pressione feroce, che non passa per il solito “decryptor a pagamento”, ma per un ricatto diretto: o paghi, o i tuoi dati nel cloud spariscono o rimangono cifrati per sempre.

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L’evoluzione del cyber crimine



Storm-0501 non è un nome nuovo. Attivo almeno dal 2021, è passato per diversi ecosistemi RaaS (Ransomware-as-a-Service): Hive,
BlackCat (ALPHV), Hunters International, LockBit, fino al recente Embargo. Ma ora la metamorfosi è completa: non più ransomware tradizionale, ma estorsione digitale 100% cloud-native.

Gli analisti Microsoft hanno osservato tecniche inquietanti:
Compromissione di
Directory Synchronization Accounts per muoversi lateralmente negli ambienti Azure.ezstandalone.cmd.push(function () { ezstandalone.showAds(614); });
Scoperta di account
Global Administrator senza MFA, resettati per ottenere il pieno controllo.
Persistenza ottenuta con
domini federati malevoli, capaci di impersonare utenti e aggirare l’autenticazione a più fattori.
Abuso dell’API
Microsoft.Authorization/elevateAccess/action per diventare Owner e prendersi l’intera infrastruttura cloud.ezstandalone.cmd.push(function () { ezstandalone.showAds(615); });

Una volta al comando, i criminali hanno mano libera: spegnere difese, svuotare storage, cancellare Recovery Services Vaults, oppure, quando non è possibile eliminare, cifrare tutto con nuove chiavi gestite da loro.
Estorsione 2.0: la minaccia arriva via Teams



Come se non bastasse, Storm-0501 ha trovato un nuovo canale per comunicare con le vittime:
Microsoft Teams. Usando account compromessi, i criminali recapitano direttamente in chat le loro richieste di riscatto, rendendo l’attacco ancora più destabilizzante.

Immaginate: la piattaforma di collaborazione interna, dove i dipendenti si scambiano file e messaggi di lavoro, che diventa improvvisamente il megafono del ricatto. Un colpo al cuore della fiducia aziendale.

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Conclusione



Il ransomware non è morto. È semplicemente salito di livello.
Storm-0501 ce lo mostra chiaramente: non serve più un
malware per piegare un’azienda, basta il cloud stesso trasformato in arma contro di noi.

I backup? Eliminati.
I dati? Cifrati con chiavi che non possediamo.
La comunicazione interna? Usata per recapitare minacce e ricatti.

Siamo di fronte a un salto evolutivo che non lascia spazio all’improvvisazione: chi non alza ora le proprie difese cloud, rischia di svegliarsi domani con l’infrastruttura e i dati aziendali ostaggio di un click.

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Le aziende che credono di essere al sicuro solo perché hanno spostato i dati su Azure o su altri cloud provider, si sbagliano: la sicurezza non si delega, si costruisce giorno per giorno.

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Nessun Miracolo! L’Università Pontificia Salesiana cade vittima del ransomware

Nella notte del 19 agosto l’infrastruttura informatica
dell’Università Pontificia Salesiana (UPS) è stata vittima di un grave attacco informatico che ha reso temporaneamente inaccessibili il sito web e tutti i servizi digitali dell’Ateneo. L’incidente ha determinato un blocco immediato delle attività online, generando disagi per studenti, docenti e personale amministrativo. Non sappiamo se si tratti di ransomware ma le parole “valutare i danni e avviare le operazioni di ripristino” del comunicato stampa fanno pensare a questo.

A seguito dell’attacco,
l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e la Polizia Postale sono prontamente intervenute per condurre le indagini necessarie e adottare le misure di contenimento. Le autorità competenti stanno infatti lavorando per comprendere le modalità con cui è stato portato a termine l’attacco e per attuare tutte le azioni necessarie alla sicurezza delle infrastrutture digitali coinvolte.

Attualmente è ancora in corso la
fase di analisi tecnica per valutare l’effettiva portata del danno. Solo al termine di questa attività sarà possibile stabilire con precisione l’impatto subito e avviare in maniera mirata le operazioni di ripristino. Fino a quel momento, i siti e i servizi online dell’Università Pontificia Salesiana restano non disponibili.

La sospensione riguarda anche la casella di
posta elettronica istituzionale con dominio @unisal.it, che al momento non risulta funzionante. Questo ha reso necessario predisporre un indirizzo email alternativo per garantire i contatti urgenti: universitatpontificiasalesiana@gmail.com.
Nella notte del 19 agosto l’infrastruttura informatica dell’Università Pontificia Salesiana (UPS) è stata oggetto di un grave attacco informatico che ha reso temporaneamente inaccessibili il sito web e tutti i servizi digitali dell’Ateneo. L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e la Polizia Postale sono immediatamente intervenute e stanno conducendo tutte le azioni necessarie. È tuttora in corso la fase di analisi per comprendere la reale portata dell’attacco, valutare i danni e avviare le operazioni di ripristino. Al momento i siti e i servizi online dell’UPS non sono disponibili.

Ci scusiamo per il disagio e forniremo aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori di riattivazione attraverso i canali ufficiali, compresi i social media e il Canale WhatsApp.

La casella di posta elettronica
@unisal.it risulta al momento non funzionante. In caso di necessità, è possibile contattare l’Ateneo scrivendo all’indirizzo: universitapontificiasalesiana@gmail.com
L’Ateneo ha comunicato che continuerà a fornire aggiornamenti sull’andamento delle operazioni di ripristino attraverso i propri canali ufficiali, inclusi i social media e il canale WhatsApp. In questo modo si cerca di mantenere informata la comunità universitaria nonostante l’indisponibilità dei servizi digitali abituali.

Nel messaggio ufficiale, l’Università Pontificia Salesiana ha espresso le proprie scuse per i disagi causati, assicurando il massimo impegno per il ritorno alla piena operatività nel più breve tempo possibile. Le autorità competenti e i tecnici dell’Ateneo restano al lavoro per garantire sicurezza e continuità delle attività didattiche e amministrative.

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Digital Etch-A-Sketch Also Plays Snake

The Etch-A-Sketch has been a popular toy for decades. It can be fun to draw on, but you have to get things right the first time, because there’s no undo button. [[Tekavou] decided to recreate this popular toy in digital form instead to give it more capabilities. ](
https://www.youtube.com/watch?v=dxsY7SYraeA)

The build relies on an Inkplate e-paper screen as a display, which is probably as close you can get in appearance to the aluminium dust and glass screen used in an Etch-a-Sketch. The display is hooked up to an ESP32 microcontroller, which is charged with reading inputs from a pair of rotary encoders. In standard drawing mode, it emulates the behavior of an Etch-A-Sketch, with the ESP32 drawing to the e-paper display as the user turns the encoders to move the cursor. However, it has a magical “undo” feature, where pressing the encoder undoes the last movement, allowing you to craft complex creations without having to get every move perfect on your first attempt. As a fun aside, [Tekavou] also included a fun Snake game. More specifically, it’s inspired by NIBBLES.BAS, a demo program included with Microsoft QBasic back in the day.

We’ve seen all kinds of Etch-A-Sketch builds around these parts, including this
impressive roboticized version. Video after the break.

youtube.com/embed/dxsY7SYraeA?…

hackaday.com/2025/08/13/digita…

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informapirata ⁂ :privacypride:
@informapirata@mastodon.uno

L'amministrazione Trump delinea un piano per respingere in massa le richieste FOIA di un'agenzia

Il Dipartimento dell'Energia ha dichiarato che chiuderà le richieste FOIA dell'anno scorso a meno che il richiedente non invii un'email all'agenzia per dichiarare di essere ancora interessato. Gli esperti affermano che si tratta di un "tentativo di chiudere il maggior numero possibile di richieste FOIA".

https://www.404media.co/trump-administration-outlines-plan-to-throw-out-an-agencys-foia-requests-en-masse/

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Gli hacker diffondono i dati di Allianz Life rubati negli attacchi a Salesforce

Gli hacker hanno pubblicato dati rubati appartenenti al colosso assicurativo statunitense Allianz Life, esponendo 2,8 milioni di record con informazioni sensibili su partner commerciali e clienti in attacchi in corso di furto dati da Salesforce.

https://www.bleepingcomputer.com/news/security/hackers-leak-allianz-life-data-stolen-in-salesforce-attacks/

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Catalin Cimpanu
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Recapping Fortinet's spectacular Patch Tuesday:

-bypass auth using serial number:
https://fortiguard.fortinet.com/psirt/FG-IR-24-042
-forge cookies to bypass auth:
https://pwner.gg/blog/2025-08-13-fortiweb-cve-2025-52970
-bug with exploit in the wild:
https://www.fortiguard.com/psirt/FG-IR-25-152

And I thought my day was rough yesterday... sheeeeesh!