Se c’è una cosa che Android non ha mai regalato davvero è la sensazione di avere il controllo completo sulla propria privacy di rete. Abbiamo app per VPN, client Tor sperimentali, firewall che richiedono root, ma raramente qualcosa che provi a unire i pezzi in un unico pacchetto coerente. InviZible Pro è uno di quei rari esperimenti che ci prova, e lo fa con un approccio open source e documentato che già di per sé è una boccata d’aria fresca in un mercato pieno di promesse […]
【InviZible Pro: il coltellino svizzero per la privacy su Android, tra Tor, firewall e quel senso di controllo che mancava】
Se c’è una cosa che Android non ha mai regalato davvero è la sensazione di avere il controllo completo sulla propria privacy di rete. Abbiamo app per VPN, client Tor sperimentali, firewall che richiedono root, ma raramente qualcosa che provi a unire i pezzi in un unico pacchetto coerente. InviZible Pro è uno di quei rari esperimenti che ci prova, e lo fa con un approccio open source e documentato che già di per sé è una boccata d’aria fresca in un mercato pieno di promesse fumose.
L’idea dietro InviZible Pro non è quella di essere la classica VPN magica con un bottone “anonimizza tutto”. Piuttosto, si presenta come una sorta di centrale operativa modulare dove puoi attivare e combinare quattro strumenti distinti: Tor per il traffico anonimo, DNSCrypt per la cifratura delle query DNS, I2P per accedere alla rete omonima e un firewall integrato per decidere app per app chi può parlare con il mondo esterno. La sensazione è più vicina a configurare un piccolo router sul telefono che a usare un’app consumer.
Partiamo da Tor, il modulo più conosciuto. InviZible Pro non si limita a lanciare il demone: ti permette di scegliere se inoltrare tutto il traffico del dispositivo attraverso la rete onion o solo quello di applicazioni specifiche. È una distinzione cruciale, perché usare Tor per tutto può essere lento e a volte problematico con app che dipendono dalla geolocalizzazione, come le mappe o alcuni servizi di streaming. Puoi configurare ponti per aggirare blocchi DPI, gestire circuiti e in generale avere un controllo granulare che app come Tor Browser per Android non offrono. Non aspettarti la velocità di una VPN commerciale, qui il trade-off è chiaro: l’anonimato ha un suo prezzo in termini di latenza.
Il modulo DNSCrypt risolve una vulnerabilità spesso sottovalutata: anche se usi HTTPS, le tue query DNS (quando digiti un sito) viaggiano in chiaro verso il server del tuo operatore. DNSCrypt le cripta e le autentica, impedendo sia la sorveglianza che l’avvelenamento della cache. È una di quelle protezioni silenziose che non noti finché non inizi a pensarci, e integrata qui funziona in tandem con gli altri moduli senza bisogno di app separate.
I2P è la nota di nicchia, presente per chi già sa di cosa si tratta. È una rete anonima alternativa a Tor, con le sue caratteristiche e la sua ecosystem. Per l’utente medio potrebbe rimanere spento, ma è significativo che gli sviluppatori non abbiano tagliato angoli nemmeno su questo fronte.
Il firewall integrato è forse la feature più sottovalutata in fase di prima installazione. Su Android, molte applicazioni parlano in background senza una reale necessità. Qui puoi negare l’accesso a internet a qualsiasi app, con regole separate per rete mobile e Wi-Fi. La potenza è ovvia, ma attenzione: bloccare servizi di sistema cruciali (come il Download Manager o componenti di Google Play Services) può rompere funzionalità basilari come gli aggiornamenti o le notifiche push di alcune app. La strategia migliore è partire da un profilo permissivo e stringere gradualmente, applicazione per applicazione, testando che tutto funzioni.
InviZible Pro offre tre modalità operative principali. La VPN mode è la più semplice e non richiede root: crea un tunnel VPN locale sul dispositivo attraverso cui smista il traffico verso i moduli attivi. Ricorda però che Android permette solo un tunnel VPN alla volta, quindi se usi già un client VPN aziendale o personale, entreranno in conflitto. In quel caso puoi passare alla Proxy mode, configurando manualmente i proxy solo nelle app che ti interessano. La Root mode sblocca il massimo controllo, soprattutto per il firewall, ma introduce complessità e possibili incompatibilità con alcune versioni di Android.
La vera forza del progetto sta nella sua trasparenza. È open source, ha una documentazione tecnica dettagliata e non fa promesse di “privacy totale” irrealistiche. Ti spiega chiaramente che Tor non ti rende invulnerabile al tracking tramite fingerprint del browser o alle abitudini d’uso, e che il firewall richiede un po’ di pazienza per essere calibrato. È uno strumento per chi vuole capire e configurare, non per chi cerca una bacchetta magica.
Per un setup di base quotidiano, una combo efficace potrebbe essere: DNSCrypt sempre attivo per proteggere le query, firewall configurato per bloccare le app più chiacchierone, e Tor attivato solo per il browser quando serve navigazione anonima. In un Wi-Fi pubblico potresti voler attivare anche Tor per alcune app di messaggistica. L’importante è testare: dopo ogni modifica alle regole del firewall, verifica che le app essenziali (come la posta, il tuo messenger principale, le mappe) funzionino ancora come previsto.
InviZible Pro non rivoluzionerà l’esperienza Android per tutti. Richiede un po’ di curva di apprendimento e una disposizione a sporcarsi le mani con le impostazioni. Ma per chi è stanco delle scatole nere, per chi vuole segmentare la propria protezione in base al contesto, e per chi apprezza la filosofia open source, è uno degli strumenti più potenti e onesti oggi disponibili sul Play Store. Non regala l’illusione di essere invisibili, ma restituisce qualcosa di altrettanto prezioso: la consapevolezza e il controllo sul dove vanno i tuoi bit.
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